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Dipendenti Ato Caltanissetta senza stipendi, sindacati sul piede di guerra: "Famiglie in crisi, sindaci indifferenti"
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Dipendenti Ato Caltanissetta senza stipendi, sindacati sul piede di guerra: "Famiglie in crisi, sindaci indifferenti"

Il Dirigente Sindacale della FP CGIL Michele Ferro e il Segretario Org. della Uil Trasporti Andrea Morreale, hanno inviato una lettera aperta al Prefe...

Redazione
13 Giugno 2015 10:25

Il Dirigente Sindacale della FP CGIL Michele Ferro e il Segretario Org. della Uil Trasporti Andrea Morreale, hanno inviato una lettera aperta al Prefetto di Caltanissetta Maria Teresa Cucinotta, al Commissario Straordinario dell’ATO CL1 Enrico Vella, all’Assessore Regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità Vania Contraffatto e al Direttore Generale del Dipartimento Regionale Domenico Armenio, comunicando che la maggioranza dei Comuni soci continuano a trattare l’argomento stipendi con molta superficialità, mettendo a dura prova lo stato psicofisico dei dipendenti e delle loro famiglie. “Le famiglie sono sull’orlo del fallimento, i debiti, le tasse, la difficoltà del quotidiano vivere e l’ostruzionismo sono il nuovo cancro, quella malattia terminale che sta colpendo tutti i lavoratori dell’ATO CL1. Padri di famiglia senza più alcuna speranza né futuro, di fronte alla vergogna di non poter pagare i propri debiti, nonostante vantino crediti, da parte di imprese pubbliche (l’ATO Ambiente) per lavori già prestati, che non vengono onorati in maniera puntuale. Nell’animo dei lavoratori trova, perciò, sempre più spazio la disperazione che deriva dalla consapevolezza di non riuscire ad accontentare i propri figli e questo aggiunge dolore all’angoscia fino a sfociare in una vera e propria depressione”, affermano i due sindacalisti di Cgil e Uil. “I sindacati – continuano Ferro e Morreale – non possono rimanere indifferenti neppure di fronte ai risvolti psicologici che questi effetti negativi producono nell’individuo e che si ripercuotono in una società malata che non riesce a trovare una cura adeguata, forse anche per l’inadeguatezza dei “medici”. “Teniamo ad informare il Prefetto, nel caso ve ne fosse la necessità, che pur ringraziando per l’interessamento nei riguardi del problema esposto nel corso dell’incontro avuto con il suo Capo di Gabinetto alcuni sindaci, non hanno fatto quanto di loro competenza per porre rimedio al problema, infatti, nonostante già dallo scorso venerdì sia stato loro comunicato il numero di conto sul quale effettuare i loro versamenti, ad oggi solo pochi di loro ed in maniera parziale hanno aderito all’appello e, pertanto, nella sostanza nulla è cambiato per i lavoratori dell’ATO che ancora continuano a lavorare senza percepire alcun compenso”. “Siamo fiduciosi – concludono – che il Prefetto voglia ricordare a chi di competenza che gli stipendi sono un diritto e non una gentile concessione e che non appena ci sarà la liquidità necessaria, se ci sarà, la precedenza va data ai lavoratori, saldando tutte le mensilità arretrate, non a presunte emergenze di carattere ambientale e similari di cui tutto si può dire tranne che siano degli imprevisti di tipo emergenziale. Allo stesso tempo invitiamo il prefetto ad intervenire ancora una volta per richiamare tutti al rispetto delle norme, anche se i destinatari, in questo caso, non sono semplici cittadini ma i sindaci delle nostre comunità che alla pari dei loro amministrati sono tenuti al rispetto delle norme, anche se queste, alle volte mancano, di un requisito fondamentale: la sanzione”.

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