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Cryptolocker, la nuova minaccia degli hacker. Occhio al link che inietta il virus, i consigli della Polizia
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Cryptolocker, la nuova minaccia degli hacker. Occhio al link che inietta il virus, i consigli della Polizia

Le numerose segnalazioni che giungono dagli internauti su questo nuovo virus che imperversa ormai da un po’ di tempo sul web, ha indotto la Polizia di...

Redazione
09 Luglio 2015 10:30

Le numerose segnalazioni che giungono dagli internauti su questo nuovo virus che imperversa ormai da un po’ di tempo sul web, ha indotto la Polizia di Stato ad aumentare le misure di prevenzione attraverso ogni strumento utile a garantire la sicurezza di chi naviga in Rete. In questo contesto, la Polizia Postale e delle Comunicazioni ha concluso, proprio in queste ultime ore, un’operazione che ha permesso di sgominare un’organizzazione criminale per associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo informatico, estorsione on line e riciclaggio degli illeciti proventi realizzati mediante la diffusione del virus “Cryptolocker”, di cui sono rimaste vittima privati cittadini ma anche aziende, private e pubbliche. Lo scenario è il seguente: l’ignaro utente riceve sulla propria casella di posta elettronica un messaggio che fornisce indicazioni su presunte spedizioni a suo favore oppure contenente un link relativo ad un acquisto effettuato on line a anche da altri servizi. Cliccando sul link oppure aprendo l’allegato (solitamente un documento pdf), viene iniettato il virus che immediatamente cripta il contenuto delle memorie dei computer, anche di quelli eventualmente collegati in rete. A questo punto si realizza il ricatto dei criminali informatici che richiedono agli utenti, per riaprire i file e rientrare in possesso dei propri documenti, il pagamento di una somma di alcune centinaia di euro in Bitcoin* a fronte del quale ricevere via e-mail un programma per la decriptazione. E’ importante non cedere al ricatto, anche perché non è certo che dopo il pagamento vengano restituiti i file criptati. Tenere sempre aggiornato il software del proprio computer, munirsi di un buon antivirus, fare sempre un backup, ovvero una copia dei propri file, ma soprattutto fare attenzione alle mail che ci arrivano, specialmente se non attese, evitando di cliccare sui link o di aprire gli allegati, sono i consigli più importanti da seguire per impedire l’infezione del Cryptolocker. Per maggiori informazioni e assicurare un contatto diretto e continuativo con il cittadino, si può fare riferimento anche al Commissariato di P.S. On-line, per tutti coloro che frequentano la rete, caratterizzato da innovativi sistemi di interattività con l’utente, reperibile all’url: www.commissariatodips.it. Il portale è stato appena integrato con apposita “app” scaricabile gratuitamente dal proprio smartphone o dall’ipad per consentire di venire incontro alle crescenti richieste di assistenza e di aiuto degli utenti della Rete, in tempo reale, e di conoscere sempre di più il mondo del web, i suoi rischi e le sue opportunità. “Particolare attenzione occorre prestare nel comune utilizzo di tutti i dispositivi che contengono dati – dichiara Vincenzo Macrì, Dirigente del Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Palermo - siano essi dati personali, aventi un valore affettivo, o connessi ad attività professionale e lavorativa, con rilevante valore economico. La sicurezza delle informazioni può aumentare di molto usando alcuni semplici accorgimenti che garantiscono la sicurezza e la salvaguardia dei dati: è sufficiente realizzare periodicamente copie di backup, anche su hard disk portatili (chi non ne possiede oggi almeno uno?), usare antivirus ed antimalware aggiornati, visualizzare le e-mail ricevute in anteprima e soprattutto evitare di interagirvi quando si rilevano situazioni inconsuete o anomale legate a dubbia provenienza o contenuti inconsueti o disconosciuti.” Palermo, 09 luglio 2015 * (Il Bitcoin è una moneta virtuale, esprimibile con un numero a 8 cifre decimali. Non esiste un'autorità centrale che la distribuisca e che ne tracci le transazioni in quanto le operazioni sono gestite collettivamente dal network attraverso dei siti c.d. exchanger che rilasciano monete virtuali incamerando moneta proveniente da carte di credito o altri strumenti elettronici di pagamento, ossia codici che a loro volta possono essere convertiti in denaro contante. Il valore di un BTC è stabilito dal mercato, come per ogni altro bene. Attualmente 1 BTC corrisponde a circa 217 euro, ma tale valore è destinato ad aumentare, considerando che il numero massimo di BTC producibili attraverso il cd. processo di “mining” cui possono partecipare tutti i nodi della rete, è fissato a 21 milioni.

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