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Crocetta non molla, ma il Pd vuole il voto. Il fantasma del depistaggio: "Contro di me golpe dei servizi deviati"
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Crocetta non molla, ma il Pd vuole il voto. Il fantasma del depistaggio: "Contro di me golpe dei servizi deviati"

Il Pd sta lavorando per lo scioglimento anticipato della legislatura in Sicilia ma cercherà una via d'uscita condivisa con il governatore Rosario Croc...

Redazione
19 Luglio 2015 17:50

Il Pd sta lavorando per lo scioglimento anticipato della legislatura in Sicilia ma cercherà una via d'uscita condivisa con il governatore Rosario Crocetta, che rimane chiuso nella sua casa di Castel di Tusa. I dirigenti Dem ne hanno discusso ieri sera e stanno continuando a farlo in queste ore. Al di là della veridicità della frase shock del medico Matteo Tutino, intercettato, contro Lucia Borsellino, il Pd è convinto che il clima attorno a Crocetta è talmente pesante da non poter più andare avanti, ma per rispetto del governatore il partito vuole condividere con lui la decisione di staccare la spina. Èprobabile un vertice imminente tra la maggioranza e il governatore, che tra l'altro dovrà riferire in Assemblea regionale martedì prossimo. "Non mi dimetto, sono un combattente e un combattente muore sul campo. Se lo facessi la darei vinta ai poteri forti. Perché mi dovrei dimettere se anche la Procura di Palermo per tre volte e anche oggi ha smentito quell'intercettazione su Lucia Borsellino?" spiega Crocetta. "Il mio silenzio degli ultimi giorni è stato strumentalizzato - prosegue - e quindi ho deciso di romperlo e di reagire. Avevo offerto al Pd la disponibilità a fare un passo indietro ma è chiaro le mie dimissioni sarebbero interpretate come un'ammissione di colpa, colpa che non ho. Èstato un golpe e basta" aggiunge stizzito. Crocetta oggi ce l'ha con tutti. "Qualcuno ha voluto mettere a segno un golpe, volevano determinare le mie dimissioni o il mio suicidio. E trovo assurdo che organi istituzionali abbiano espresso giudizi senza fare le dovute verifiche con la Procura. Il Pd vuole le mie dimissioni? Mai, così si renderanno complici dei golpisti e passeranno alla storia come coloro che hanno ammazzato il primo governo antimafia della storia siciliana". E alla luce di ciò che è successo, passa al contrattacco. "Il governo nomini subito una commissione d'inchiesta per accertare quali servizi deviati e quali poteri oscuri abbiano tentato di farmi fuori. Ieri l'ho chiesto al ministro degli Interni Alfano. L'Espresso se ha il materiale lo consegni ai magistrati, se non ce l'ha, e non ce l'ha, la cosa è molto grave e vergognosa. Ma ne risponderà davanti alla giustizia".

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