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Corso aperto di Medicina a Enna, agli studenti non piace. "Noi discriminati con i test d'ingresso"
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Corso aperto di Medicina a Enna, agli studenti non piace. "Noi discriminati con i test d'ingresso"

Èstata firmata oggi a Palazzo d'Orleans una convenzione tra l'assessorato regionale della Salute e l'assessorato regionale Istruzione e Formazione Pro...

Redazione
28 Agosto 2015 15:09

Èstata firmata oggi a Palazzo d'Orleans una convenzione tra l'assessorato regionale della Salute e l'assessorato regionale Istruzione e Formazione Professionale e la fondazione "Proserpina" di Enna per l'istituzione e il funzionamento nella Sicilia centrale di corsi di laurea in ambito sanitario. Ma la scelta ha generato parecchi mugugni negli ambienti universitari siciliani, considerato che Caltanissetta ospita un corso a numero chiuso dipendente dalla Facoltà di Medicina di Palermo. La Regione Siciliana si è impegnata a porre a disposizione dei corsi di laurea e post-laurea in ambito sanitario le proprie strutture e le proprie risorse umane e professionali per lo svolgimento delle attività di tirocinio e delle attività didattiche, che verranno di anno in anno individuate, e che saranno oggetto di appositi Protocolli valutati e sottoscritti tra le Aziende Sanitarie e Ospedaliere e la Fondazione Proserpina ovvero la stessa Università, fermo restando le attribuzioni dei pertinenti Ministeri. Mentre in tutta Italia mai come quest'anno crollano le iscrizioni ai test per l'ingresso ai corsi universitari a numero chiuso, specialmente per medicina, una sessantina di domande considerate particolarmente ostiche e non sempre inerenti a quella che poi sarà la professione medica, ad Enna sta nascendo una facoltà che secondo le prime notizie circolate sul web questi problemi non li pone: nessun test d'ingresso, basta l'iscrizione online. Le cose non starebbero esattamente così, secondo l'amministratore delegato della Fondazione Proserpina, Mirello Crisafulli, esponente del PD in Sicilia, la Fondazione gestisce questa facoltà. Che però non è italiana, ma una estensione sul territorio ennese della “Dunarea de Jos” di Galati in Romania. Una succursale. In cui insegneranno docenti rumeni, e si parlerà solo rumeno. Per accedere ai due i corsi di laurea, 'Medicina e Farmacia' e 'Professioni infermieristiche' bisognerà frequentare 10 settimane di corso di lingua, e poi superare i test d'ammissione, essenziale sapere il rumeno. Per il primo anno accademico i posti complessivamente saranno 120, 60 per ogni corso, ma già si pensa a raddoppiarli, per il prossimo anno. Ma se c'è il numero chiuso, e bisogna comunque superare un test d'ammissione, perchè mai pagare 9 mila euro l'anno di retta, per frequentare quel corso? “La “Dunarea de Jos” di Galati in Romania è una Università certificata e assolutamente affidabile”, dice Crisafulli, che anima la Fondazione Proserpina assieme ad Elio Cardinale, ex sottosegretario al Ministero della Salute nel governo Monti, area Forza Italia. “La laurea che noi rilasceremo sarà immediatamente valida in tutta Europa, Italia compresa”. Il vantaggio di frequentare la filiale italiana dell'Università rumena è che non si è costretti a trasferirsi o a fare avanti e dietro in aereo con la Romania: ma torna la domanda. Perchè farlo? Peraltro sempre ad Enna esiste un altro ateneo privato, parificato, l'Università Kore, che però è italiana a tutti gli effetti. Molti studenti che oggi non riescono a superare i test d'ingresso nelle facoltà italiane volano in Romania o Spagna, per iscriversi al primo anno soprattutto di medicina e giurisprudenza, ma poi tornano indietro, accedendo al secondo anno negli atenei italiani, non senza polemiche. “Proprio per questo io proporrò di non rilasciare attestati almeno fino al secondo anno”, ci dice Crisafulli. “Per garantire continuità didattica”. Roberta Cheversani, presidente dell'Ordine dei Medici, si riserva di studiare la vicenda. “In generale non sono favorevole a situazioni che potrebbero rappresentare un modo per sottrarsi alle normative vigenti su test d'ingresso, ma va capito cosa accade nello specifico” Una scelta che non piace agli studenti delle università di Catania, Messina e Palermo, costretti ad affrontare i test d'ingresso a numero chiuso per frequentare la stessa facoltà. In una nota congiunta l'Unione Universitari esprime il proprio rammarico per la decisione dell'Università di Enna di aprire una facoltà di Medicina a numero aperto. "Non c'è un modo diverso per definire la scelta di aprire ad Enna il corso di Laurea in Medicina, - scrivono gli studenti - in collaborazione tra la fondazione "Proserpina" e l'Università rumena "Dunarea de Jos". Di fatti non è un caso se il mese prossimo migliaia di studenti saranno in fila per i test d'ingresso alla facoltà di Medicina e Chirurgia nelle altre tre città universitarie siciliane, mentre ad Enna basterà una semplice compilazione on-line per intraprendere un corso di studi così tanto richiesto". "Ci chiediamo come sia possibile - prosegue la nota - che, nello stesso territorio possa avvenire una simile discriminazione: chi potrà pagare un'università privata avrà accesso agli studi in Medicina mentre tutti gli altri resteranno vincolati dalla legge che regolamenta l'accesso a tale facoltà. Il diritto agli studi non può in alcun modo essere vincolato dal potere finanziario degli aspiranti studenti". Per l'Unione universitari "un plauso" va certamente fatto alla coerenza degli uomini di Governo, dopo la presa di posizione in favore del "numero chiuso" da parte dell'On. Faraone - Sottosegretario al Ministero dell'Istruzione - decidono poi di presenziare all'apertura di questa nuova facoltà con il nuovo assessore regionale alla Sanità Baldo Gucciardi. Ci preme mettere in guardia gli studenti da quelle che saranno le possibilità reali di questo corso di studi, negli anni è sempre risultato molto difficile fare il passaggio da un corso di studi estero (perché di questo si tratta) ad uno italiano, convalidare le materie e principalmente fare in modo che il proprio titolo di studi sia poi spendibile in territorio italiano".

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