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Colpo al re dell'editoria siciliana. Sequestrati beni per 17 milioni di euro a Mario Ciancio Sanfilippo, si indaga su conti esteri
Cronaca
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Colpo al re dell'editoria siciliana. Sequestrati beni per 17 milioni di euro a Mario Ciancio Sanfilippo, si indaga su conti esteri

Ingenti somme di denaro sono state sequestrate all'editore catanese Mario Ciancio Sanfilippo su richiesta della Procura di Catania. Sono stati sottopo...

Redazione
18 Giugno 2015 09:06

Ingenti somme di denaro sono state sequestrate all'editore catanese Mario Ciancio Sanfilippo su richiesta della Procura di Catania. Sono stati sottoposti a sequestro antimafia un rapporto bancario intrattenuto da Ciancio tramite una società fiduciaria del Liechtenstein presso un istituto di credito con sede in Svizzera. Vi erano depositati titoli e azioni per un valore stimato in circa 12 milioni di euro. E' stata inoltre sequestrata la somma in contanti di circa 5 milioni di euro depositata presso una filiale di una banca catanese. Il sequestro è stato eseguito dai carabinieri del Ros di Catania, a cui erano state delegate le indagini penali e patrimoniali. Mario Ciancio Sanfilippo è al vertice di un gruppo editoriale cui, tra l'altro, fa capo il quotidiano "La Sicilia" di Catania. La Procura di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio di Mario Ciancio Sanfilippo Mario per avere – scrive la Procura etnea – “da numerosi anni, apportato un contributo causale a cosa nostra catanese e, domani, si terrà la prima udienza preliminare per stabilire se l’imputato dovrà o meno essere sottoposto ad un processo”. La Procura, oltre a raccogliere e riscontrare le dichiarazioni di collaboratori di giustizia e “a ricostruire complessi affari promossi da Ciancio nei quali aveva interesse la mafia, ha delegato indagini patrimoniali che si sono spinte a ricercare anche dei fondi detenuti illegittimamente all’estero dal Ciancio”. Altre indagini sono state delegate al Nucleo di Polizia Tributaria di Catania che ha acquisito le movimentazioni bancarie e altre informazioni sulle quali il consulente pm, la società multinazionale Price Water House Coopers S.p.A. (PWC), specializzata in revisioni in bilancio, sta ricostruendo il patrimonio di Ciancio negli anni. La richiesta di sequestro urgente è stata presentata dalla Procura Distrettuale della Repubblica “nel momento in cui è venuta a conoscenza del fatto che Ciancio Sanfilippo Mario aveva dato l’ordine di monetizzare i propri titoli detenuti in Svizzera e di trasferire il ricavato in istituti di credito italiani”. Nella richiesta di sequestro – si legge ancora – “sono stati ricostruiti numerosi affari di Ciancio che risultano infiltrati da Cosa nostra catanese sin dall’epoca in cui l’economia catanese era sostanzialmente imperniata sulle attività delle imprese dei cosiddetti cavalieri del lavoro, tra i quali Graci e Costanzo”. Secondo la Procura, infine, “le indagini hanno consentito di accertare l’esistenza di una sperequazione non giustificata tra le somme di denaro detenute in Svizzera ed i redditi dichiarati ai fini delle imposte sui redditi in un arco temporale assai ampio”.

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