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"Chi apre un locale rispetti le regole". Il questore Megale e l'impegno della Polizia: in aumento le denunce per droga
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"Chi apre un locale rispetti le regole". Il questore Megale e l'impegno della Polizia: in aumento le denunce per droga

Chi voleva il segnale di sicurezza percepita e reale, è stato accontentato. Il questore di Caltanissetta Bruno Megale, a pochi mesi dal suo insediamen...

Redazione
06 Ottobre 2015 10:44

Chi voleva il segnale di sicurezza percepita e reale, è stato accontentato. Il questore di Caltanissetta Bruno Megale, a pochi mesi dal suo insediamento, ha voluto tracciare un consuntivo dell'attività di prevenzione e repressione da parte della Polizia. Due i fronti che ha visto impegnati i poliziotti: movida sicura e spaccio di droga. "E' stato fatto uno sforzo notevole per garantire la sicurezza nei luoghi di ritrovo dei nostri ragazzi, così come i cittadini ci hanno chiesto, soprattutto nel weekend", ha assicurato il numero uno della Polizia nel Nisseno, affiancato dai suoi collaboratori, il capo di gabinetto, il vicequestore aggiunto Alessandro Milazzo, e l'ispettore superiore Salvatore Falzone. "Posso dire, e i numeri lo testimoniano, che sono aumentate le denunce grazie all'investimento dei servizi di controllo che vi assicuro non è facile assicurare, anche per molteplici aspetti sindacali...". Il popolo della movida in corso Umberto "Di riflesso questi segnali di attenzione servono anche ai gestori dei locali pubblici che sono chiamati ad avere il senso di rispetto oggettivo delle regole. Non vuole essere una repressione nei confronti della movida nissena - ha rimarcato il questore Megale - ma una tutela del divertimento di tanti giovani". Il questore s'è quindi soffermato sulla chiusura di due locali notturni - la discoteca Villa Romano e il pub "Il Veleno" - a seguito di gravi episodi di violenza, ma anche sul ruolo importante che assumono i gestori di questi luoghi di aggregazione. "Devono eseguire interventi che puntino alla sicurezza di chi li frequenta. Non basta aprire un locale di pochi metri quadrati - ha aggiunto Bruno Megale citando il caso del pub di corso Umberto - e poi effettuare la mescita con un bancone all'esterno. Abbiamo apporto una modifica al provvedimento di sospensione della licenza dopo un impegno sensibile del titolare per cambiare ciò che non andava. Nessuno vuole stroncare interessi economici, ci siamo resi conto che ciò ha compromesso il rapporto di lavoro dei ragazzi che vi lavoravano. Il nostro non aveva l'obiettivo di essere un atto tranchant, ma ci sono delle regole per tutti nel rispetto anche degli altri gestori". Ma da sola, la Polizia, non può compiere molti passi per contrastare il degrado che orbita attorno al centro storico di Caltanissetta. E Megale, forte della sua esperienza in altre città come Brescia e Milano dove questi problemi sono universali, ne è consapevole. "Occorre un intervento di recupero della Provvidenza, altrimenti si alimenta attorno il degrado che fa da incentivo alla microcriminalità". Come dire, non può essere soltanto l'azione "sbirresca" a cambiare il volto di una città. Da gennaio a settembre, la Polizia ha controllato quasi 3mila persone Megale e i suoi collaboratori hanno anche fornito i dati dei servizi di controllo avviati da giugno a settembre tutti i venerdì e sabato, anche nel contrasto all'abuso di alcolici e alla compravendita e uso di droghe. Complessivamente i servizi di pattugliamento sono stati 31, 389 le pattuglie di Polizia, carabinieri e Polizia Municipale impiegate nei servizi, 2932 le persone controllate e 7548 i veicoli fermati soltanto dalle Volanti della Polizia che parallelamente hanno accertato 232 violazioni al codice della strada. La Polizia Amministrativa, in questa fascia temporale, ha ispezionato 53 esercizi commerciali e contestato 8 sanzioni tra cui 4 per trattenimenti danzanti non autorizzati, 2 violazioni sui requisiti dei buttafuori e 2 sospensioni di attività. Parlando di centro storico e spaccio di droga, inevitabile la parentesi sulla Villa Cordova e il flusso di immigrati che vi gravitano non soltanto per bivaccare, ma anche per smerciare sostanze stupefacenti. Il questore Megale, sul punto, ha però rassicurato che "l'aumento di stranieri a Caltanissetta in virtù della presenza del centro di accoglienza non ha inciso nell'aumento dei fenomeni criminali, eccetto che per lo spaccio di droga. La villa comunale è un nostro obiettivo quotidiano, dove abbiamo registrato una presenza indistinta tanto di stranieri quanto di italiani. Anche la lotta alla droga è un fenomeno che la Polizia segue con grande attenzione, non dimentichiamoci che a Gela c'è stato anche un morto per overdose, ricordandoci che è anche cambiato l'intervento sanzionatorio da parte del legislatore sulla distinzione e tipologia delle droghe". In aumento a Caltanissetta denunce e arresti per droga Su questa scia, Megale ha parlato dell'azione di contrasto alla droga nei primi nove mesi del 2015 che ha permesso di stanare trafficanti, spacciatori e - ultimo anello di una catena che sembra non finire mai - gli assuntori. Ed è stata capillare la presenza dei poliziotti, dalle Volanti alla Narcotici fino alle squadre di Polizia giudiziaria dei Commissariati di Gela e Niscemi, che ha permesso di sequestrate qualcosa come 64 chili di droga - 130mila dosi al consumo - arrestare 77 tra spacciatori e grossisti e denunciarne 46, segnalando 27 persone per consumo. Ma il questore Megale ha spiegato che i servizi di controllo dei locali della movida non sono limitati alla stagione estiva, ma proseguiranno anche nel periodo invernale. E che il mirino della Polizia è puntato su altri obiettivi: "Stiamo lavorando sui furti che destano allarme tra la cittadinanza e spero che molto presto avremmo le risposte necessarie e insieme alla Prefettura stiamo provvedendo al ricollocamento dei tanti stranieri che non trovano posto nel Cara di Pian del Lago, che è un grande centro di smistamento".

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