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"Casa Rosetta" intitola una palestra alla nissena Sara Pecoraro, la ragazza che ha lottato contro la diparesi spastica
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"Casa Rosetta" intitola una palestra alla nissena Sara Pecoraro, la ragazza che ha lottato contro la diparesi spastica

Martedì 6 ottobre alle ore 9.30, presso il Centro di riabilitazione neuropsicomotoria “Villa San Giuseppe” di Caltanissetta, don Vincenzo Sorce, fonda...

Redazione
05 Ottobre 2015 09:03

Martedì 6 ottobre alle ore 9.30, presso il Centro di riabilitazione neuropsicomotoria “Villa San Giuseppe” di Caltanissetta, don Vincenzo Sorce, fondatore dell’Associazione “Casa Famiglia Rosetta”, presiederà la cerimonia di intitolazione di una delle palestre del Centro a Sara Pecoraro, la ragazza di Caltanissetta morta il 15 gennaio scorso all'età di 21 anni. Aveva appena due anni, Sara, quando i suoi genitori varcarono insieme a lei, per la prima volta l’ingresso del Centro: era affetta da diparesi spastica e bisognava iniziare subito quel percorso di Riabilitazione che l’avrebbe accompagnata per tutta la vita. Una vita parallela a quella familiare, vissuta in compagnia dei terapisti che l’hanno anche molto amata, e che ha avuto come “seconda casa” il Centro e la “sua” palestra. Quella palestra che da martedì porterà il suo nome, per ricordarla, perché lei, il 15 gennaio scorso, ad appena vent’anni, è stata portata via da un tumore. I suoi genitori hanno voluto che il legame di Sara con il suo Centro continuasse in modo concreto, e in questi mesi hanno intrapreso diverse iniziative, in suo ricordo, in favore dell’Associazione. Hanno donato attrezzi adatti alla riabilitazione neuromotoria in età evolutiva, attrezzi che sono stati acquistati con i proventi dello spettacolo “Insieme per Sara” organizzato dagli “Amici della danza”, mentre con la raccolta effettuata tra “Gli amici della riabilitazione” è stata fatta un'altra donazione, tramite il “Progetto pro Tanzania”, a favore dei bambini della Casa Famiglia di Tanga, in Tanzania. In questo modo Sara continua ad essere parte dell’Associazione, perché con Casa Rosetta è cresciuta, è diventata una donna, ha lottato e ha superato momenti difficili per potere raggiungere la propria autonomia. Niente sembrava poterla fermare, sempre circondata da amici, sempre pronta a vivere nuove esperienze, sempre alle prese con nuovi progetti ed innamorata della danza. La profonda spiritualità, la straordinaria sensibilità, la capacità di saper sorridere sempre alla vita che Sara dimostrava con naturalezza, nell’ordinarietà quotidiana, traspaiono in un messaggio che ha scritto e che ne rappresenta l’eredità: “la vita pur con le sue difficoltà è un dono meraviglioso che il signore ci dà e deve essere vissuta sempre con il sorriso tra le labbra, anche nei momenti dove siamo tenuti a superare delle prove, perché sono soprattutto questi momenti che ci servono a crescere ed a farci capire quanto siamo fortunati nella vita”.

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