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Caltanissetta. Sospetti pusher in fuga, spericolato inseguimento con la Polstrada sulla 626: due giovani arrestati
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Caltanissetta. Sospetti pusher in fuga, spericolato inseguimento con la Polstrada sulla 626: due giovani arrestati

Uno spericolato inseguimento iniziato allo svincolo di Scillato, proseguito sulla statale 626 Caltanissetta-Gela e conclusosi alle porte di Riesi. Una...

Redazione
13 Febbraio 2016 10:43

Uno spericolato inseguimento iniziato allo svincolo di Scillato, proseguito sulla statale 626 Caltanissetta-Gela e conclusosi alle porte di Riesi. Una fuga mozzafiato, nonostante alle calcagna avessero prima i carabinieri di Cefalù che avevano tentato di fermare quell'auto sospetta, poi i poliziotti della Stradale di Caltanissetta che non hanno smesso di tallonarli un attimo nonostante il conducente dell'auto in fuga avesse tentato più volte di buttarli fuori strada. Un inseguimento che ha messo a rischio anche le tante persone in viaggio che venerdì sera percorrevano l'autostrada A19 e la statale 626 e hanno assistito a quel zig-zag tra auto in sirena e la Lancia Y che tentava di seminarle. E alla fine i due fuggiaschi, che si ipotizza potessero trasportare droga di cui si sono sbarazzati durante la folle corsa, sono stati arrestati. Si tratta di due giovani di Riesi, arrestati per resistenza a pubblico ufficiale: Francesco Bordonaro, 25 anni, e Alessio Pasqualino di 22 anni, entrambi con precedenti penali. Bordonaro deve anche rispondere di violazione dell'obbligo di soggiorno che gli imponeva di restare a Riesi. Ma ben presto le accuse nei confronti dei due amici potrebbero aggravarsi. In attesa che i carabinieri e i poliziotti della sezione di Polizia giudiziaria della Stradale nissena - coordinati dal vice questore aggiunto Maria Grazia Milli - ritrovino quel grosso involucro marrone che uno di loro ha gettato dal finestrino. Fino a tarda sera, gli investigatori hanno perlustrato le campagne nel punto in cui è stato visto lanciate il "pacco", ma finora non è saltato nulla. Le ispezioni proseguiranno oggi. Chi era al volante della Lancia Y ha tentato di forzare il posto di blocco a Scillato, dove hanno trovato ad attenderli i carabinieri di Cefalù che hanno rischiato di essere travolti dal conducente. A quel punto è iniziata la corsa: l'utilitaria con i due giovani riesini ha perfino travolto i new jersey posizionati su alcuni tratti della A19 per seminare l'auto dei carabinieri. Quando la Y è arrivata quasi alle porte di Caltanissetta, i militari dell'Arma hanno chiesto rinforzi al 113 della Questura che ha mobilitato un equipaggio della Stradale che in pochi minuti s'è ritrovata al seguito dei fuggiaschi allo svincolo di Pietraperzia. Maria Grazia Milli, capo della Polstrada nissena Ma nonostante l'alt imposto, Bordonaro e Pasqualino hanno proseguito dritto cercando di buttare la Polstrada speronandoli sul viadotto Besaro o zigzagando paurosamente, scontrandosi più volte con l'auto della Polizia che nei pressi del bivio per Judeca è riuscita a speronare l'utilitaria che s'è fermata. Ma fino all'ultimo il conducente ha tentato di scappare innestando la retromarcia ma è stata affiancata dai carabinieri quando ormai la fuga s'era conclusa sulla statale 190. Così Bordonaro e Pasqualino sono fuggiti a piedi, ma sono stati bloccati dai militari dell'Arma di Riesi e ammanettati. Nei confronti di Francesco Bordonaro e Alessio Pasqualino, la Procura di Gela ha disposto gli arresti domiciliari in attesa dell'udienza di convalida. I due poliziotti della Stradale nissena, un sovrintendente e un assistente, sono rimasti feriti durante il rocambolesco inseguimento: guariranno in una decina di giorni. "Non escludiamo che durante la fuga possano aver contattato un complice per recuperare l'involucro di cui si sono sbarazzati - dice il capo della Polstrada nissena, Milli -. Voglio congratularmi con i miei uomini che hanno evitato il peggio sulla statale, rischiando la propria vita e quella degli altri utenti che si sono imbattuti nelle spericolate manovre dell'auto dei fuggiaschi". Non è la prima volta che sull'asse Cefalù-Caltanissetta vengano fermati i cosiddetti "pendolari della droga": sono stati quasi un centinaio, negli ultimi anni, gli arresti di giovani del Nisseno che si riforniscono di sostanze stupefacenti nel Palermitano e fermati sulla via del ritorno. E sono stati pochissimi quelli che l'hanno fatta franca.

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