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Caltanissetta senz'acqua? Non è un caso nazionale: i paradossi con Messina, la (non) furia di Renzi e nessun tweet dai Vip
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Caltanissetta senz'acqua? Non è un caso nazionale: i paradossi con Messina, la (non) furia di Renzi e nessun tweet dai Vip

Bidoni d'acqua, scena d'attualità a Caltanissetta Rassegnamoci gente, siamo gli sfigati d'Italia. Restiamo senz'acqua per 10 giorni? Embè, la notizi...

Redazione
30 Ottobre 2015 09:27

Bidoni d'acqua, scena d'attualità a Caltanissetta Rassegnamoci gente, siamo gli sfigati d'Italia. Restiamo senz'acqua per 10 giorni? Embè, la notizia dov'è? Quartieri a secco e famiglie con disabili esasperate? E chi se ne frega. Noleggiamo autobotti o ci facciamo prestare l'acqua dal vicino che ha recipienti così capienti da sguazzarci? Problemi vostri. Insomma, a guardare il caso di Messina - dove a causa del guasto di una condotta la città dello Stretto è a secco da sei giorni - sembra che il parallelismo con Caltanissetta sia inutile. Perchè ad un paio d'ore di strada tutto diventa "scandalo", "caso nazionale", i vip che si mobilitano avviando una catena di hastag su Twitter, spuntano i titoloni nelle prime pagine nazionali, "Messina assetata", sul web si mobilitano tutti. Valerio Staffelli "Ma ci rendiamo conto che Messina è senz'acqua da quattro giorni? Non dobbiamo andarla a cercare su Marte!", è il grido d'allarme lanciato dall'inviato di Striscia la Notizia, Valerio Staffelli, che non mette piede a Caltanissetta dal novembre del 2014 quando raccontò la paradossale storia di un Gratta&Vinci milionario. Anche Fiorello e il suo condivisissimo hastag è sceso in campo, ma ovviamente per Messina - e mica per questo sperduto e maledetto postaccio del centro Sicilia - è necessario far girare a manetta lo sdegno sui social, tanto Caltanissetta si sa che è la California dell'entroterra. L'affascinante Maria Grazia Cucinotta dalla Cina con furore lancia un appello ai politici perché non abbandonino i suoi concittadini, perchè la carenza d'acqua provoca un danno riflesso anche all'economia. "Una situazione insostenibile, intollerabile, gravissima". Finanche il premier Matteo Renzi storce il naso, al punto da pensare che è necessario l'intervento dell'Esercito. Alessandro Pagano Eppure le star non sono da sole in questo grido corale. No, a far compagnia loro c'è anche un deputato nazionale di Caltanissetta. Anzi, di San Cataldo. L'onnipresente Alessandro Pagano di Area Popolare che all'agenzia di stampa Italpress batte questa dichiarazione inoltrata - forse a mo' di beffa - giovedì 29 ottobre alle ore 16.43 anche alle redazioni nissene dei quotidiani cartacei, ai giornali online, alle radio e Tv. Ecco le sue parole: MESSINA (ITALPRESS) - "Messaggio per Renzi e Delrio: in Sicilia da quarant'anni non si fanno investimenti. Quanto sta accadendo a Messina e' solo l'ultimo di una lunga serie di disastri. Il terreno si sta sbriciolando, le infrastrutture crollano, viabilita' al collasso, acquedotti fatiscenti. E' chiaro che non e' piu' rinviabile una cabina di regia nazionale. Stop a misure tampone". Lo dichiara il deputato di Ncd-Area popolare Alessandro Pagano. "Serve una strategia, un piano straordinario che unisca manutenzione a investimenti. E tra questi ultimi - prosegue - anche il Ponte sullo Stretto e' fondamentale, proprio in quanto 'locomotiva' di tutta una serie di inevitabili successivi interventi e attenzioni. Il risultato ad oggi e' che non abbiamo ne' il Ponte ne' tutto il resto". Così parlò Alessandro Pagano da Montecitorio, che rimase in silenzio e per nulla sdegnato quando appena un paio di settimane fa mezza provincia (la sua Caltanissetta, si capisce) rimase a bocca asciutta dopo gli scoppi seriali alla condotta di Siciliacque. caption id="attachment_27588" align="alignleft" width="150" Fiorello Pazienza, rassegnamoci. Siamo un territorio così sfigato e per nulla rappresentato che non ci meritiamo la solidarietà per quattro gocce d'acqua che dovrebbero uscire dai rubinetti e che, in quanto diritto riconosciuto, paghiamo a carissimo prezzo alle lobby delle cisterne. Altro paradosso. Caro Valerio Staffelli, caro Rosario Fiorello, carissima Mariagrazia Cucinotta, vi prego non vi fermate. Continuate a indignarvi. Fatelo anche per noi, twittate anche per noi nisseni che la sete l'abbiamo patita  anche per quindici giorni, ci siamo incazzati sui social network. Perchè - è giusto che lo sappiate - dalle nostre parti le condotte esplodono una settimana sì e l'altra pure, l'acqua spesso arriva anche sporca e interi quartieri, intere città e interi paesi restano all'asciutto per intere settimane, perché i disabili, gli anziani, i bambini piccoli, i negozi, le scuole, i bidoni da riempire, le palle girate che non riusciamo a lavarci ce le abbiamo anche noi. Che vi pare, tutto il mondo è paese e anche noi - a distanza di un paio d'ore di autostrada dal "caso nazionale Messina" - viviamo in questo fottutissimo Terzo Mondo assetato.

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