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Caltanissetta, l'omicidio del vivandiere del boss. In appello confermate due condanne a 20 anni
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Caltanissetta, l'omicidio del vivandiere del boss. In appello confermate due condanne a 20 anni

Vent’anni di reclusione ciascuno. E’ la pena che è stata confermata dalla Corte d'Assise d'appello di Caltanissetta a Giuseppe Cammarata, figlio del c...

Redazione
28 Giugno 2015 10:36

Vent’anni di reclusione ciascuno. E’ la pena che è stata confermata dalla Corte d'Assise d'appello di Caltanissetta a Giuseppe Cammarata, figlio del capomafia di Riesi Pino, e a Massimo Amarù, che sono stati riconosciuti colpevoli dell’omicidio dell’imprenditore licatese Giuseppe Ritrovato, assassinato alla periferia di Butera l’1 giugno del 2004. I due imputati – difesi dall’avvocato Danilo Tipo – erano stati incriminati nel gennaio 2014 dopo un’indagine dei carabinieri del Reparto operativo che s’era avvalsa delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Gaetano Scibetta e Giuseppe Toscano. Per i due imputati, che in primo grado erano stati giudicati col rito abbreviato, il sostituto Pg Antonino Patti chiedeva la conferma della precedente sentenza. I due imputati, durante il primo processo, avevano ammesso ai magistrati della Dda di avere partecipato all’agguato, ammettendo le proprie responsabilità ma senza tirare in ballo altri complici. In particolare Giuseppe Cammarata confessò di aver sparato contro l’auto di Ritrovato, mentre Amarù disse che si trovava alla guida della vettura con a bordo il commando. Secondo il teorema accusatorio, Giuseppe Ritrovato fu assassinato dalla famiglia di Cosa Nostra di Riesi perché ritenuto un traditore perché – da vivandiere del boss latitante Vincenzo Cammarata, fratello di Pino – fu sospettato di aver rivelato informazioni ai carabinieri per consentire l’arresto del capomafia. Ma l’imputato Giuseppe Cammarata ora condannato, durante il processo, ha invece fornito un altro movente del delitto, spiegando che la vittima fu uccisa per essersi intromessa in una estorsione e aver imposto suoi familiari in una fornitura di materiale edile. Sgarri che Cosa Nostra non tollerò, deliberandone l’omicidio.

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Adriano Rabiolo Fisioterapista Caltanissetta