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Caltanissetta, confiscati beni a boss di Cosa Nostra. La Polizia mette i sigilli a vasto patrimonio
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Caltanissetta, confiscati beni a boss di Cosa Nostra. La Polizia mette i sigilli a vasto patrimonio

Un altro tesoretto in odor di mafia passa nelle mani dello Stato, seppur non ancora definitivamente. Confiscati beni per un valore di alcune centinaia...

Redazione
21 Dicembre 2015 11:47

Un altro tesoretto in odor di mafia passa nelle mani dello Stato, seppur non ancora definitivamente. Confiscati beni per un valore di alcune centinaia di migliaia di euro ad un esponente di spicco di “cosa nostra” di Niscemi come Giancarlo Giugno. L’uomo è stato privato di fabbricati e automezzi. L’ordinanza conferma i beni mobili e immobili già sequestrati nel giugno 2013 su proposta del Questore di Caltanissetta intestati anche a dei prestanome, familiari di Giancarlo Giugno. L’ordinanza prevede anche la restituzione di alcuni beni sequestrati a giugno del 2013. Giancarlo Giugno è stato più volte tratto in arresto nell’ambito delle operazioni di polizia denominate “Leopardo”, “Rinascita”, “Ricostruzione”, “Apogeo”, “Plebis”, “Rewind”, eseguite da personale di questa Squadra Mobile già nel 1992 e sottoposto ad indagini per associazione mafiosa, estorsioni, omicidio e danneggiamenti vari, con l’aggravante di aver fatto parte dell’associazione mafiosa denominata “cosa nostra”, con il compito di avere promosso, diretto ed organizzato l’associazione stessa. Giancarlo Giugno nel 1999 è stato condannato dalla Corte di Appello di Caltanissetta alla pena di anni 8 di reclusione, poiché riconosciuto colpevole del delitto di associazione mafiosa e condannato dalla Corte di Appello di Catania alla pena di anni 1 e mesi 8 di reclusione per associazione mafiosa ed estorsione in concorso. La Corte di Appello di Caltanissetta, infine, nel 2004 ha condannato Giugno alla pena di anni 10 di reclusione per associazione per delinquere finalizzata alla al traffico di sostanze stupefacenti.

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