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Bruno Megale, il questore del dialogo. "Caltanissetta realtà complessa, nessuna minaccia di terrorismo tra i migranti"
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Bruno Megale, il questore del dialogo. "Caltanissetta realtà complessa, nessuna minaccia di terrorismo tra i migranti"

Il questore in conferenza stampa con il capo di gabinetto Milazzo Ammette di essere stato catapultato in una realtà diversa - territoriale e fenomen...

Redazione
26 Maggio 2015 09:56

Bruno Megale, il questore del dialogo. "Caltanissetta realtà complessa, nessuna minaccia di terrorismo tra i migranti" Il questore in conferenza stampa con il capo di gabinetto Milazzo Ammette di essere stato catapultato in una realtà diversa - territoriale e fenomenologica - da quella in cui è stato finora in prima linea e per lui sconosciuta, ma assicura il massimo dell'impegno seppur rammaricato di non poter svolgere indagini in prima persona. Dalla lotta ai brigatisti ai terroristi internazionali, Bruno Megale in veste di questore di Caltanissetta ora deve fare i conti con la criminalità di casa nostra. La mafia. E che si tratti di un territorio non avaro di problemi, ne è perfettamente consapevole. A cominciare dal nodo immigrazione, ma lui - dal suo osservatorio privilegiato da dirigente dell'Antiterrosimo alla Digos di Milano - non sottovaluta il problema, ma anzi ne ha piena cognizione e rassicura a chi gli domanda se v'è un allerta sul flusso che va e viene dal centro di accoglienza di Pian del Lago: "Non mi pare che qui ci sia una minaccia terrorismo. Non avevo prima segnali di questo tipo quando ero in Lombardia, né ve ne sono mai stati come emerge dal monitoraggio degli uffici", ha chiarito Megale presentandosi ai cronisti affiancato dal capo di gabinetto Alessandro Milazzo. "Posso dire che non sussiste la minaccia internazionale legata alle presenze di migranti al Cara o di organizzazioni estremistiche", ha aggiunto spiegando che l'affaire immigrazione&sicurezza è uno dei fenomeni che sta studiando con altri a due giorni dal suo insediamento negli uffici di via Catania. Megale sa bene che tra le "spine" di questa rosa affidatagli con la nomina a Questore ("Certo, sono rammaricato di non poter fare più indagini...", ci scherza su) c'è anche il dossier Muos, lui che dalla Lombardia ha combattuto il vasto fronte No Tav e la cellula violenta degli attivisti che si oppone al mega cantiere in Val di Susa e ha sfilato in corteo anche nella sughereta di Niscemi. "Va garantito a tutti il diritto di manifestare il proprio dissenso, ma occorre rispettare e leggi e il mio compito sarà quello di vigilare affinché tutto avvenga nel rispetto dell'ordine pubblico". "Caltanissetta è una realtà complessa e per me si tratta di un incarico prestigioso e ringrazio chi mi ha dato l'opportunità di lavorare in una Questura valida, dove sapevo di trovare persone efficienti e bravi poliziotti. Non ho mai lavorato in Sicilia - ha aggiunto il nuovo questore, al suo primo incarico di questo tipo - e con grande umiltà mi approccio a questa esperienza, grazie al lavoro di squadra in cui credo tantissimo e al supporto dei miei collaboratori che sono eccellenti". Bruno Megale punta ad avere un rapporto diretto, costante e vicino con la cittadinanza alla quale vuole andare incontro alle aspettative di sicurezza. E a chi gli ha fatto notare che giusto ieri un ladro arrestato per furto dalla Squadra Mobile è stato subito rimesso in libertà, il questore ha detto: "Non sono abituato a commentare le decisioni della magistratura, ma ciascuno è chiamato a svolgere il proprio ruolo. Nessuno ha la bacchetta magica, selezioneremo le priorità sulle quali intervenire". Megale ha annunciato di volere subito conoscere la provincia di Caltanissetta e le sue dinamiche criminali, su tutte quelle mafiose, aggiungendo che sarà dedicata grande attenzione a Gela e Niscemi. "Sono più esperto di antiterrorismo che di lotta alla mafia, ma le strutture delle organizzazioni criminali e segrete sono identiche". Insomma, il nuovo ruolo di certo non lo spaventa. Megale è calabrese di nascita, il prossimo 19 luglio compirà 49 anni. E' sposato e s'è laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Messina nel 1990. E’ entrato nella Polizia di Stato nel 1985, frequentando il secondo corso dell’Accademia presso l’Istituto Superiore di Polizia. Il primo incarico ricoperto, presso la Questura di Brescia, dal 1990 al 1993, è stato quello di funzionario addetto della Squadra Mobile; dal 1993 al 1999, quello di dirigente della Digos. Il primo gennaio del 2000 è stato trasferito alla Questura di Milano, dove ha ricoperto l’incarico di dirigente della Sezione Antiterrorismo della Digos. Dall’aprile del 2007, promosso Primo Dirigente per meriti straordinari, è stato nominato dirigente della Digos.

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Adriano Rabiolo Fisioterapista Caltanissetta