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Branco stupra per 5 giorni studentessa a Caltanissetta. Il racconto choc della vittima, cinque nigeriani arrestati
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Branco stupra per 5 giorni studentessa a Caltanissetta. Il racconto choc della vittima, cinque nigeriani arrestati

I cinque arrestati dai carabinieri Stuprata per cinque giorni dal branco che l'ha sequestrata e drogata. Sono agghiaccianti i particolari della viol...

Redazione
01 Dicembre 2015 11:05

I cinque arrestati dai carabinieri Stuprata per cinque giorni dal branco che l'ha sequestrata e drogata. Sono agghiaccianti i particolari della violenza subita da una studentessa di San Cataldo, che ha permesso di identificare i cinque presunti autori della feroce aggressione. La ragazza, infatti, sarebbe stata segregata in una abitazione di via Mussomeli, nel quartiere Saccara di Caltanissetta, dove convivono quattro dei cinque immigrati finiti in cella. La svolta è arrivata qualche giorno fa, quando i Carabinieri della Compagnia di Caltanissetta - coordinati dal capitano Mauro Epifani - hanno proceduto al fermo di indiziato di delitto di 5 stranieri, tutti di origine nigeriana e da tempo residenti nel capoluogo nisseno. Sono accusati dei reati di riduzione in schiavitù, sequestro di persona, violenza sessuale, sfruttamento della prostituzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I carabinieri durante le perquisizioni Si tratta di Cross Agbai, di 34 anni, con precedenti, Majesty Wibo, di 31 anni, con precedenti, Lucky Okosodo, di 23 anni, incensurato, Lawrence Ko Oboh, di 40 anni, incensurato, Amaize Ojeomkhhi, di 27 anni, con precedenti. La vicenda giudiziaria nasce dalla denuncia di una ventenne, studentessa universitaria, che il pomeriggio del 27 novembre si è recata dai Carabinieri della Tenenza di San Cataldo, accompagnata dai genitori, vestita con abiti da uomo, denunciando di essere stata sequestrata e violentata da cinque stranieri per 5 giorni, a partire dalla serata di domenica 22 novembre. La ragazza quella sera era stata accompagnata dalla madre nel centro di Caltanissetta e poi con alcuni amici si era recata ad una festa in un casolare di campagna del capoluogo, dove ha trascorso la serata con alcuni amici. La ragazza ha raccontato che quella sera, dopo aver bevuto degli alcolici, ha perso i sensi, risvegliandosi la mattina seguente senza i propri vestiti, in un letto di una casa fatiscente, occupata da nigeriani. Gli stranieri, secondo il racconto della ragazza, le hanno tolto tutti i suoi averi, compresi vestiti, documenti e cellulari, e hanno ripetutamente drogato la giovane sancataldese, costringendola a continui rapporti sessuali con loro. La ragazza ha inoltre denunciato che da lunedì mattina a venerdì pomeriggio è stata costretta ripetutamente a prostituirsi con altri stranieri dietro pagamento di una somma di denaro, poi intascata dal nigeriano proprietario di casa. Alla giovane inoltre erano stati rasati anche i capelli ad opera di uno dei sequestratori. Solo venerdì pomeriggio la ragazza è riuscita a sottrarsi al controllo dei nigeriani ed è fuggita con abiti da uomo recuperati in casa. La studentessa in quei cinque interminabili giorni non è stata mai lasciata sola dai nigeriani, che a turno la controllavano e ne abusavano sessualmente. Approfittando che uno dei suoi aguzzini  si era addormentato, è riuscita a fuggire dalla casa-lager e si è messa in contatto con i suoi genitori con i quali si è recata in caserma a San Cataldo per raccontare l'incubo vissuto. In quei giorni i genitori della ragazza avevano ripetutamente cercato di contattarla, senza riuscirvi e solo venerdì mattina si erano recati dai Carabinieri chiedendo aiuto. All’inizio della scomparsa i genitori non si erano preoccupati in modo particolare, in quanto la giovane era solita non rincasare per dormire da amici, ma con il passare dei giorni la preoccupazione è cresciuta e avevano deciso di denunciarne la scomparsa. La ragazza è riuscita ad accompagnare gli investigatori dell'Arma nelle due abitazioni dove era stata tenuta segregata in questi cinque giorni, due case confinanti nel quartiere Saccara. Le perquisizioni delle due case hanno permesso ai Carabinieri di trovare i cinque stranieri accusati dalla giovane, uno dei quali ha tentato la fuga, ma è stato prontamente bloccato dai militari. I Carabinieri hanno inoltre rinvenuto tutti gli effetti personali della ragazza, verificando e constatando molti elementi e particolari raccontati nella denuncia dalla giovane. Il capitano Mauro Epifani I militari dell'Arma hanno rinvenuto droga, oltre a due coltelli a serramanico. La giovane è stata accompagnata nella serata di venerdì per gli accertamenti sanitari all’Ospedale di Caltanissetta, ed è stata trovata inoltre con valori clinici altissimi relativi alla presenza di stupefacenti, confermando quanto dalla stessa denunciato, ovvero di essere stata per giorni continuamente drogata e ridotta ad uno stato di costrizione e di impotenza fisica e psicologica. Gli stranieri, tutti riconosciuti dalla ragazza come i suoi aguzzini, sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto e rinchiusi nel carcere di Caltanissetta. Ieri pomeriggio si è svolta l’udienza di convalida, durante la quale i nigeriani hanno negato le accuse a loro carico. Il Gip, Marcello Testaquatra, ha convalidato i cinque fermi operati dai Carabinieri, e accolto la richiesta della Procura della Repubblica di Caltanissetta, disponendo la misura cautelare della detenzione in carcere. E’ in corso da parte dei Carabinieri una ulteriore operazione per consentire di individuare altri complici dei nigeriani, con perquisizioni in tutto il centro storico di Caltanissetta, oggi diverse pattuglie hanno passato al setaccio la Saccara, ma anche il quartiere Angeli e la Villa Cordova anche con l’utilizzo di unità cinofile. Insomma, nelle prossime ore potrebbero arrivare clamorosi sviluppi e una nuova raffica di arresti.

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