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Boato nella notte a Santa Barbara. Si risvegliano le maccalube, l'area sorvegliata da vigili del fuoco e geologi
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Boato nella notte a Santa Barbara. Si risvegliano le maccalube, l'area sorvegliata da vigili del fuoco e geologi

Piccoli boati e odore acre di zolfo. Al villaggio Santa Barbara di Caltanissetta ritorna l'incubo dei vulcanelli, dopo l'esplosione di una delle macca...

Redazione
13 Luglio 2015 09:52

Piccoli boati e odore acre di zolfo. Al villaggio Santa Barbara di Caltanissetta ritorna l'incubo dei vulcanelli, dopo l'esplosione di una delle maccalube avvenuta stanotte intorno all'1.30 nello stesso sito dove nell'agosto del 2008 si sprigionò un geyser di gas e fango. L'area delle Maccalube a Santa Barbara A notte fonda, infatti, i residenti sono stati svegliati dalla puzza di zolfo che s'era sprigionata nell'atmosfera e dal susseguirsi di esplosioni. Intuendo che i coni d'argilla si fossero risvegliati dopo un lungo letargo, hanno dato l'allarme ai vigili del fuoco che conseguentemente hanno mobilitato anche gli esperti della Protezione civile regionale e i tecnici del Comune. Dal sopralluogo notturno è stato possibile attestare che effettivamente nel sottosuolo v'era stata attività geologica, ma soltanto alle prime luci del sole s'è accertato che dai vulcanelli si erano verificate delle eruzioni di fango frammisto a gas. Causa principale del fenomeno è il processo chimico che genera masse di gas in profondità, dando origine a queste manifestazioni eruttive. L'area delle maccalube di Terrapelata è stata recintata la scorsa estate dal Comune dopo la tragedia nella riserva dei vulcanelli ad Aragona dove morirono due fratellini, ma c'è voluta una nuova esplosione per accertare che il sito è accessibile a chiunque - e quindi potenzialmente pericoloso - perché alcuni paletti di ferro sono stati smontati dai ladri. Un varco che rende l'area ad alto rischio. Nelle prossime ore, i responsabili della Protezione civile dovranno valutare di disporre accertamenti geologici nell'area dei vulcanelli, per stabilire se il risveglio dei coni di argilla dopo anni di silenzio può generare altri fenomeni eruttivi più intensi. Ma a Terrapelata questa nuovo movimento dei vulcanelli non fa dormire sonni tranquilli, considerato che i tanti residenti del circondario hanno subìto notevoli danni alle abitazioni con lesioni e movimenti franosi. Un altro scorcio dei vulcanelli Il fenomeno è legato alla presenza di terreni argillosi poco consistenti, intercalati da livelli di acqua salmastra che sovrastano bolle di gas metano sottoposto a una certa pressione. Il gas, attraverso le discontinuità del terreno, affiora in superficie, trascinando con sé sedimenti argillosi ed acqua leggermente salata a temperature comprese tra i 20 ed i 25 gradi centigradi, che danno luogo a un cono di fango la cui sommità è del tutto simile a un cratere di vulcano. La consistenza dei fanghi argillosi è a volte talmente liquida da non permettere la formazione di veri e propri coni vulcanici. Altre volte il fenomeno assume addirittura carattere esplosivo, con espulsione di materiale argilloso misto a gas e acqua, causa di vere e proprie eruzioni.

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Adriano Rabiolo Fisioterapista Caltanissetta