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Aereo ultraleggero precipita a Stromboli, morti padre e figlio di Gela. Alabiso era tornato da un viaggio in 13 nazioni
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Aereo ultraleggero precipita a Stromboli, morti padre e figlio di Gela. Alabiso era tornato da un viaggio in 13 nazioni

Ha suscitato profonda commozione, a Gela, la tragedia aerea, avvenuta ieri, poco dopo le 13, nel cielo delle isole Eolie, in cui hanno perso la vita i...

Redazione
24 Novembre 2015 08:32

Ha suscitato profonda commozione, a Gela, la tragedia aerea, avvenuta ieri, poco dopo le 13, nel cielo delle isole Eolie, in cui hanno perso la vita il medico-pilota gelese, Giuseppe Alabiso, di 61 anni, e il figlio, Emanuele, di 26 anni, che viaggiavano verso Foggia sul loro velivolo ultraleggero "Storm 300". Erano partiti da Gela alle 12,30. Per cause in corso di accertamento, il piccolo aereo è precipitato scomparendo dagli schermi delle torri di controllo dei maggiori aeroporti dell'area tirrenica. Scattate le ricerche a mare, a cura della capitaneria di porto di Lipari, solo questa mattina, a nord-ovest dell'isola di Stromboli, sono stati recuperati i corpi delle due vittime: alle 4, quello del figlio; alle 6,30, quello del padre. Si cercano ancora i resti dell'aereo. Giuseppe Alabiso, odontoiatra, era molto conosciuto a Gela, sia per la sua professione di medico che per la sua passione per i motori e per il calcio (era stato dirigente della Juventina-Gela). Provetto automobilista e proprietario di una Ferrari, passò all'ebbrezza del volo, stabilendo nel 2013 il record del mondo di traversata solitaria di 9.000 km da Gela a Capo Nord (dall'estremo sud all'estremo nord dell'Europa) portato, l'anno dopo, a 13.000 km con il suo viaggio Agrigento-Nuuk (Groelandia). Era scampato alla morte nel 2004, quando, partito da Roma, il suo aereo ultraleggero precipitò all'altezza di Sabaudia. Rimase in coma per oltre un mese e poi tornò a volare per portare messaggi di pace e di amicizia anche per diffondere la cultura della donazione del midollo osseo. Alabiso era molto conosciuto per le sue traversate in cielo per il mondo. Recentemente era tornato da un viaggio attraversando 13 nazioni per sensibilizzare alla donazione del midollo osseo e del sangue. Qualche anno fa, Giuseppe Alabiso sopravvisse allo schianto del suo ultraleggero che precipitò nelle campagne di Sommatino. FOTO DA FACEBOOK

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