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Acli e Coni insieme ai giovani dell'istituto minorile nisseno: “Lo sport come volano del recupero sociale”
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Acli e Coni insieme ai giovani dell'istituto minorile nisseno: “Lo sport come volano del recupero sociale”

Lo sport come maestro di vita, un principio valido in ogni ambiente o generazione, compresi – e forse soprattutto - nei luoghi nei quali si registra u...

Redazione
15 Dicembre 2015 10:45

Lo sport come maestro di vita, un principio valido in ogni ambiente o generazione, compresi – e forse soprattutto - nei luoghi nei quali si registra un disagio sociale. Proprio per sfruttare questa occasione le Us Acli di Caltanissetta hanno realizzato, grazie alla sponsorizzazione del Coni Sicilia, un progetto all’interno dell’istituto penale minorile di Caltanissetta. Un progetto che ha coinvolto diversi sport e curato da tecnici di ciascuna disciplina. “Lo sport insegna dei principi universali – ha commentato il presidente Acli Caltanissetta Nicola Sposito – e ogni disciplina, nessuna esclusa, ha regalato ai ragazzi coinvolti un’occasione di crescita”. La direttrice dell’IPM nisseno, Maria Grazia Carneglia sottolinea come questa sia, per i 12 ospiti coinvolti, un occasione formativa per imparare a relazionarsi con “l’altro” e capire l’importanza del rispetto delle regole. “Abbiamo cercato di rafforzare le abilità di base dei ragazzi, la loro autonomia e autostima nell’imminenza di un reinserimento sociale il meno difficoltoso possibile. Con questo intento sono state selezionate attività sportive di vario genere che impegnano il corpo ma anche la mente ed educano al rispetto delle regole e dell’altro ma soprattutto, educano a sapersi mettersi in discussione, sapersi sperimentare con la consapevolezza che non sempre si può vincere. E’ un messaggio sicuramente forte anche per i “ragazzi fuori” che sembrano disorientati e privi di stimoli positivi”. Il progetto, infatti, si propone di fornire opportunità di recupero sociale ai detenuti attraverso la piena e consapevole partecipazione dei minori, sollecitandoli a svolgere in prima persona attività ricreative e sportive che favoriscano, nonostante tutto, il permanere in una dimensione sociale di normalità la loro temporanea condizione detentiva. Per circa tre mesi, sei giorni su sette, tecnici qualificati hanno collaborato d’intesa con gli educatori e il personale di Polizia Penitenziaria della struttura. I giovani che si apprestano a concludere il percorso sportivo, pertanto, hanno un bagaglio culturale più ricco imparano la capacità di saper riflettere prima di agire (con gli scacchi) l’importanza di affidarsi e delegare all’altro (calcio, rugby, basket) la velocità nei riflessi (Tennis Tavolo) e il calibro della forza da dover esercitare (Body Building). Il superamento delle barriere e della reciproca diffidenza per creare un rapporto solidale tra società e soggetti disagiati è un obiettivo perseguito dal Coni Sicilia che, oltre a quella nissena, ha deciso di finanziare altri due progetti di matrice sociale che sono stati avviati nelle province di Catania e Palermo.

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