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Accoglienza immigrati, successo del progetto Rivita a Caltanissetta. "Così i profughi si sono inseriti nel mondo del lavoro"
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Accoglienza immigrati, successo del progetto Rivita a Caltanissetta. "Così i profughi si sono inseriti nel mondo del lavoro"

E' stato un esperimento riuscito il progetto RIVITA (Riabilitazione ed Integrazione delle Vittime di Tortura e Abusi), sperimentato a Caltanissetta ne...

Redazione
05 Luglio 2015 10:13

E' stato un esperimento riuscito il progetto RIVITA (Riabilitazione ed Integrazione delle Vittime di Tortura e Abusi), sperimentato a Caltanissetta nell'ambito del finanziamento del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno. Un progetto sovvenzionato in quattro successive edizioni in continuità dall’anno 2011 ad oggi ed è stato gestito dalla Cooperativa Sociale Iopervoiperio in collaborazione con l’I.P.A.B. Istituto Testasecca di Caltanissetta. Un progetto che ha abbinato accoglienza-integrazione-socializzazione degli immigrati. William Di Noto, presidente di Iopervoiperio Il progetto RIVITA ha rivolto la sua attività ad una particolare categoria di immigrati, quelli che si potrebbero definire “gli ultimi fra gli ultimi”, cioè profughi richiedenti o titolari di protezione internazionale (i cosiddetti “vulnerabili”) e, nello specifico, le vittime di tortura e di abusi. Sin dall’inizio del progetto, lo staff della Cooperativa Iopervoiperio si è sforzato di sperimentare forme nuove di accoglienza e di integrazione, fra mille difficoltà, insuccessi ed altrettante gratificazioni, riuscendo ad offrire effettivamente una nuova occasione di vita a molti degli assistiti. Spiega William Di Noto, presidente della coop che ha coordinato il progetto RIVITA: "Nella gestione del progetto, si è partiti da una serie di considerazioni generali che hanno permesso all’equipe di trattare il fenomeno dell’immigrazione da un nuovo e particolare punto di vista, scevri dal terrorismo mediatico in tema di fenomeno migratorio al quale ogni giorno - purtroppo – si è costretti ad assistere e partendo dal principio secondo il quale, in una società civile, la tutela degli immigrati è un istituto che dovrebbe garantire ad ogni essere umano di poter condurre una vita quanto meno dignitosa e adoperarsi per un’effettiva inclusione sociale dovrebbe rappresentare un dovere per tutti". Per il territorio nisseno, infatti, il progetto RIVITA è stato un successo: gli operatori impiegati nell’attività sono stati, in quattro anni, più di 40 e con diverse professionalità: coordinatori e supervisori, psicologi, medici, infermieri, assistenti sociali, orientatori, formatori, mediatori interculturali, operatori dell’accoglienza, impiegati amministrativi, rendicontatori, revisori, responsabili della logistica e responsabili di monitoraggio. Fra queste, sette professionalità sono state rappresentate da cittadini stranieri che, grazie al progetto, hanno potuto fruire di una buona opportunità lavorativa, soprattutto in materia di mediazione interculturale e di interpretariato. Un vantaggio che di riflesso ha avuto anche dei risvolti economici riferiti ai beneficiari del progetto: sono state erogate, infatti, una cinquantina di borse di studio per chi ha frequentato i Corsi di alfabetizzazione di lingua italiana e di informatica con profitto e diversi contributi per il sostegno al reddito. E ancora, solo in quest’ultimo anno, sono stati erogati 21 tirocini formativi presso diverse aziende della provincia di Caltanissetta che sono state disponibili all’inclusione sociale e lavorativa: l’Autoscuola Petrantoni, il Panificio Amico, l’Associazione Migranti Solidali, il B&B Antichi ricordi, la AM Sporting, la Cooperativa ETNOS, la Cooperativa PETIX di Montedoro, Villa Fiocchi, il Khan Net Point, la SIMAR s.r.l., lo Studio legale Impaglione, la Tropea s.r.l. e l’Afghan kebab. Rivita ha avviato anche percorsi di alfabetizzazione "Inoltre, sempre in quest’ultimo anno, sono stati cercati e trovati nel territorio nisseno 42 alloggi (rispetto ai 34 previsti dal progetto) ed erogati altrettanti contributi, comprensivi del pagamento delle forniture di energia elettrica, idrica e gas per otto mesi, superando la diffidenza dei locatori - aggiunge ancora Di Noto - e sfatando i tanti luoghi comuni che circolano in città rispetto alle troppe risorse destinate all’accoglienza, ai buoni pasto dati agli stranieri piuttosto che agli italiani, al loro lavoro nero che ruba opportunità ai nostri concittadini". Secondo i responsabili della cooperativa Iopervoiperio "il progetto RIVITA è riuscito a testimoniare che la realtà nella nostra città è completamente diversa. In questi quattro anni di impegno, infatti, si sono incontrati cittadini mai razzisti, piuttosto dalle straordinarie capacità di accoglienza, solidali e disponibili, aperti al dialogo e all’inclusione nei confronti dei beneficiari del progetto. Questa partecipazione all’inclusione e all’integrazione sociale dei cittadini migranti assistiti, ha trovato una sua concretizzazione anche in occasione degli undici eventi di promozione delle attività che il Progetto RIVITA ha promosso nel territorio in questi quattro anni". Anche nel campo della cooperazione istituzionale, il Progetto è riuscito ad ottenere ottimi risultati: sono state stabilite collaborazioni con la Prefettura e con l’Azienda Sanitaria Provinciale di Caltanissetta, che ha messo a disposizione alcuni locali per lo svolgimento delle attività di sostegno socio-sanitario, oltre che con il Dipartimento di Salute Mentale. Si è collaborato con il Comune di Caltanissetta attraverso la partecipazione periodica al Coordinamento Immigrazione promosso dall’Assessorato alle Politiche sociali, così come si è avuto modo di collaborare con gli uffici comunali addetti all’ottenimento delle residenze e con il Comando dei Vigili Urbani, oltre che con il Centro per l’Impiego per l’attivazione dei tirocini formativi. E' principalmente nei numeri che si può sintetizzare il percorso progettuale di Rivita: più di 250 assistiti in quattro anni ai quali sono stati erogate approssimativamente 11.500 ore di accoglienza residenziale, 1.600 ore di Sostegno e riabilitazione psicologica e sanitaria, 3.700 ore di Assistenza Sociale e sanitaria, 2.300 ore di Orientamento civico, sociale, legale, lavorativo e sostegno all’alloggio, 5.500 ore di Mediazione linguistica, culturale e interpretariato, 2.000 ore di Alfabetizzazione linguistica di italiano, 900 ore di Formazione professionale informatica, 100 ore di formazione specialistica (haccp, sicurezza lavoro, corso di pizzaiolo), 300 ore di Intrattenimento ed integrazione sociale e culturale. Insomma, l'altra faccia dell'immigrazione che testimonia come Caltanissetta sia una città sempre più accogliente e ospitale e che i migranti non sono soltanto protagonisti dei fatti di cronaca, ma riescono perfettamente ad integrarsi anche nel contesto lavorativo e sociale. Queste attività nel corso degli anni hanno dato la possibilità ai beneficiari del progetto di crescere e di accedere a nuove possibilità di vita -come è possibile apprezzare nei volti dei ragazzi che la fotografa Valentina Celano di Palermo ha immortalato recentemente e che sono oggetto della mostra fotografica dal titolo “Una nuova vita” allestita dal progetto RIVITA nell’atrio del Palazzo Comunale in occasione della Rassegna “Erranze e approdi” visitabile sino al 04 Luglio prossimo. "I tanti operatori del Progetto hanno lavorato duramente, con profondo sacrificio e dedizione, con uno smisurato spirito solidaristico e con una costanza ed una determinazione veramente pregevoli in questi quattro lunghi anni di attività, non dimenticando mai il passato di un popolo, quello italiano, che salpava – sfruttato - verso paesi che non conosceva e che altrettanto spesso moriva, per costruire meglio un futuro con questi nuovi compagni di viaggio che ancora si deve imparare appieno ad amare ed apprezzare", conclude William Di Noto. "Ad oggi, non si è in grado di sapere se esisterà una quinta edizione del progetto, poiché il Fondo Europeo per i Rifugiati non esiste più ed è stato recentemente sostituito dal F.A.M.I., ovvero il Fondo Asilo Migrazione e Integrazione che, allo stato attuale, ha finanziato solo una serie di interventi destinati ai minori stranieri non accompagnati".

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Adriano Rabiolo Fisioterapista Caltanissetta