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A “Casa Nostra”. Apre a Caltanissetta un centro di accoglienza per i piccoli migranti: lo gestirà la cooperativa Etnos
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A “Casa Nostra”. Apre a Caltanissetta un centro di accoglienza per i piccoli migranti: lo gestirà la cooperativa Etnos

Apre a Caltanissetta una centro di accoglienza per minori non accompagnati. Si tratta di una struttura di “secondo livello”, che si prende cura dell’i...

Redazione
27 Agosto 2015 10:05

Apre a Caltanissetta una centro di accoglienza per minori non accompagnati. Si tratta di una struttura di “secondo livello”, che si prende cura dell’inserimento, istruzione e integrazione di quei minori giunti, dalle acque del Mediterraneo, senza genitori o parenti che si prendano cura di loro. A gestire la casa di accoglienza, sovvenzionata dai fondi erogati dalla Prefettura, è la cooperativa sociale Etnos. I minori, arrivati dal mare, dopo le generalità di rito, passano in un centro di “primissima accoglienza” come quello presente a Montedoro e gestito dalla stessa cooperativa nissena. In seguito, divisi per sesso, i bambini e gli adolescenti vengono trasferiti e affidati a delle strutture che, in modo permanente e fino a nuova decisione dell’autorità giudiziaria, si prendono cura di loro. La struttura, ad oggi, l’unica della provincia nissena iscritta all’Albo Regionale, specificamente per minori stranieri non accompagnati, sarà gestita da personale qualificato e specificatamente formato per supportare i bambini e adolescenti nel loro percorso di crescita. Si tratta di assistenti sociali, educatori, mediatori linguistici, orientatori per il percorso scolastico e lavorativo, ausiliari per la pulizia e gestione dell’alloggio e delle esigenze dei piccoli ospiti. "E’ indispensabile offrire ai minori, spesso divisi anche dai fratelli, una figura che possa porgersi come un anello di congiunzione tra la cultura di provenienza e quella locale” ha spiegato la cooperativa Etnos che ha sottolineato come i minori devono imparare ad essere autonomi, autosufficienti e a vivere integrati nel nuovo mondo che li circonda. "Proprio per dare un significato concreto a queste premesse educative - spiega Fabio Ruvolo, presidente della cooperativa Etnos -abbiamo scelto di chiamare la residenza “Casa Nostra” e offrire a questi bambini un senso di appartenenza e un luogo che possano sentire come accogliente e affettuoso già nella sua definizione. Lasciata la loro casa di origine, il loro paese e il loro genitori i minori, per la maggior parte con lo status di richiedenti asilo, hanno bisogno di una “casa” che possano avvertire come propria e nella quale trovare affetto". I bambini, tutti maschi, sono inseriti in un progetto, che, come hanno spiegato i referenti della cooperativa “prevede l’inserimento dei minori stranieri in una struttura comunitaria, mira a integrare i giovani stranieri nel tessuto sociale nisseno mediante l’inserimento lavorativo e/o scolastico per consentire loro di ridisegnare la propria vita lontano dagli orrori e della violenza delle proprie terre natie. Lo sport, l’istruzione e le attività sociali saranno le chiavi educative medianti le quali i minori inizieranno il loro percorso di integrazione, imparando a vivere in un contesto sociale e culturale diverso da quello di provenienza nel rispetto e nella reciproca conoscenza. "A “Casa Nostra”, così come a “Un mondo a Colori” – hanno concluso i promotori del progetto - le storie sentite in televisione o sui media nazionali, spesso strumentalizzate e distorte dalla cattiva informazione, assumono un volto e un nome e inducono a riflettere sulla realtà che un giovane uomo è sempre tale in tutto il Mondo e ha il medesimo diritto di realizzare le proprie potenzialità e i propri sogni. Questi ragazzi hanno abbandonato la propria Terra natia, le proprie famiglie e hanno scelto la Libertà e la Pace, portando un fardello emotivo e di vita vissuta molto pesante. La nostra città, da anni approdo di numerosi migranti, saprà fare da nuova Casa a questi ragazzi che meritano una seconda opportunità”.

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