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Coronavirus: qual è l'andamento in provincia di Caltanissetta? Il punto del direttore di Seguo News
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Coronavirus: qual è l'andamento in provincia di Caltanissetta? Il punto del direttore di Seguo News

Secondo i dati forniti dal Sole 24 Ore in provincia di Caltanissetta l'incremento dei contagi delle ultime 24 ore è pari al +3.64% a fronte del dato complessivo giornaliero della Sicilia che è del 8.72% e di quello italiano che è del 6.91%

Redazione
28 Marzo 2020 20:42

Nessun nuovo ricoverato al reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Sant’Elia e un solo nisseno in più positivo al tampone del coronavirus. Primo dato incoraggiante oggi pomeriggio dall’inizio dell’arrivo dell’epidemia in provincia di Caltanissetta. A rendere noto il dato nel consueto bollettino serale il direttore generale dell’Asp di Caltanissetta Alessandro Caltagirone. A fronte della buona notizia, che invita comunque a mantenere cautela e a continuare ad osservare le misure di contenimento, nel corso della giornata due dati sono emersi. Intanto un paziente di Serradifalco è risultato positivo al coronavirus dopo che per due volte il tampone aveva dato esito negativo. Il paziente, un cinquantaquattrenne di Serradifalco ricoverato in Terapia Intensiva da qualche giorno, manifestava, nonostante il tampone negativo, un quadro clinico tipico. Per questo è stato nei giorni trattato comunque nella sala dedicata alla cura del Covid-19. Ieri poi è stata fatta un’ulteriore analisi, in questo caso del bronco-aspirato, che ha dato esito positivo. Sempre nella giornata di oggi un nuovo paziente è arrivato in terapia intensiva, ma di quest’ultimo si attende l’esito del tampone. In questo caso si tratta di un paziente di Favara di 79 anni. L’anziano presentava una polmonite interstiziale e una grave insufficienza respiratoria. Per questo motivo si è reso necessario il trasferimento dal pronto soccorso di Agrigento al reparto di terapia intensiva del Sant'Elia di Caltanissetta. Adesso, nonostante il quadro clinico porti a pensare che si tratti di un paziente con coronavirus, bisognerà attendere l'esito del tampone. Il paziente si va ad aggiungere agli altri quattro ricoverati in terapia intensiva: il già citato paziente di Serradifalco di 54 anni, un uomo di Licata di 52 anni, un medico di Palma di Montechiaro di 71 anni e un nisseno di 76 anni.  I casi totali in provincia da inizio epidemia sono 54, di questi 4 sono deceduti al Sant'Elia, uno fuori provincia e una persona, una donna medico di Sciacca di 48 anni, è stata dimessa. Il totale dei ricoverati (di cui fanno parte anche 5 pazienti della provincia di Agrigento) è di 19 mentre le persone in isolamento domiciliare sono 25. Secondo i dati forniti dal Sole 24 Ore in provincia di Caltanissetta l'incremento dei contagi delle ultime 24 ore è pari al +3.64% (ad un certo punto la crescita è stata anche del 100%) a fronte del dato complessivo giornaliero della Sicilia che è del 8.72% e di quello italiano che è del 6.91% rispetto al giorno precedente. Fermo restando che è ancora troppo presto per fare un'analisi accurata di cosa accadrà nei prossimi giorni possiamo affermare che il trend dei nuovi contagiati continua a scendere in Italia mentre al Sud i numeri rimangono contenuti. Se ci soffermiamo al dato della nostra provincia possiamo ritenere che al momento non si è mai verificata, così come avvenuto anche nel resto della Regione una crescita esponenziale del numero dei malati. Certo è che se vogliamo mantenere questi numeri dovremmo continuare a stare a casa e ad osservare le misure imposte dal Governo e dalla Regione Sicilia. Fondamentale anche mantenere le distanze all'interno del nucleo familiare onde evitare eventuali contagi con parenti tornati dal nord Italia. Ciò che è successo e continua a succedere in Lombardia ci invita alla massima prudenza e a continuare ancora con maggiore rigore ad osservare le regole. Per il momento i dati ci invitano ad un cauto ottimismo e a non abbassare la guardia. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni. Come spiegato oggi all'Ansa dall'epidemiologo Pierluigi Lopalco il Paese sarà "effettivamente al sicuro solo quando l'indice di contagio, il cosiddetto R con zero, sarà inferiore a uno, cioè quando una persona positiva avrà la potenzialità di infettare meno di una persona, ma è difficile dire ora quando ciò accadrà. "Ci sono ancora troppe incognite - sottolinea - e sarà necessaria ancora qualche settimana si sorveglianza stretta dei casi". L'interruzione dell'epidemia, chiarisce l'esperto, "si ha quando l'indice di trasmissione definito 'R con zero' è al di sotto di 1. Rita Cinardi

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Salvatore Pilato

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