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Consorzio universitario, il presidente Giammusso: ’ A Caltanissetta puntiamo sui laboratori di ricerca per creare un modello di eccellenza”
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Consorzio universitario, il presidente Giammusso: ’ A Caltanissetta puntiamo sui laboratori di ricerca per creare un modello di eccellenza”

Giuseppe Giglia I criteri di valutazione che innalzano il livello di qualità di un’università e orientano ’un’aspirante matricola” nella scelta di u...

Redazione
18 Marzo 2015 11:39

Giuseppe Giglia I criteri di valutazione che innalzano il livello di qualità di un’università e orientano “un’aspirante matricola” nella scelta di una sede formativa, nella quale poter studiare e creare le basi per il proprio futuro professionale, includono la possibilità di abbinare alla didattica di eccellenza uno o più laboratori di ricerca.  Lo studente, durante il suo percorso accademico, deve avere la possibilità non solo di imparare i principi fissati dagli studiosi che lo hanno preceduto ma anche – e soprattutto – di verificare con i propri occhi e sperimentare le ipotesi formulate. Avere l’autorità di esprimere il proprio punto di vista, verificare la teoria e poter segnare uno spartiacque nella disciplina studiata è un privilegio che, fino ad ora, non era stato possibile a Caltanissetta. Un “gap” che il Consorzio universitario nisseno, presieduto dal professore Emilio Giammusso (nella foto in copertina), sta colmando trasformando la realtà nissena in una prospettiva seducente che funga da calamita per i giovani diplomati di tutto il sud Italia. “Vogliamo creare – ha spiegato con orgoglio il presidente - un modello virtuoso capace di garantire una formazione di qualità agli studenti, scongiurare la fuga di cervelli e, al contempo, creare un indotto che garantisca al territorio di crescere culturalmente ed economicamente”. Un circolo virtuoso assolutamente fattibile così come dimostra l’esperienza messa in pratica con successo in altre cittadine europee dopo che le istituzioni locali hanno deciso di investire nelle infrastrutture del territorio e realizzare un polo formativo di eccellenza. Al momento le disponibilità economiche del Consorzio sono ridotte ma le potenzialità di crescita sono elevate e fanno sperare nella completa riuscita del progetto. Tutto ciò grazie all’impegno assiduo messo a disposizione dai vari soggetti istituzionali coinvolti inclusi i docenti dell’ateneo palermitano che hanno visto nascere il corso di laurea e dalla “sete di sapere” che vogliono colmare due ricercatori nisseni pronti a seguire a Caltanissetta i progetti avviati con altri atenei internazionali. Il primo laboratorio, afferente al dipartimento "BioNeC" dell'Università di Palermo,  è stato affidato al dottor Giuseppe Giglia, 38 anni, medico chirurgo, specialista in neurologia, dottore di ricerca in fisiopatologia neurosensoriale, ricercatore onorario all’Università di Maastricht, professore a contratto di fisiologia umana II all’Università di Palermo, autore di 30 articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali in collaborazione con gruppi di ricerca appartenenti alle università di Torino, Trento, Bari e Harvard e oltre 80 partecipazioni a congressi nazionali e internazionali. “Lo sforzo congiunto del Consorzio universitario nisseno - che mette a disposizione spazi e strutture - e le Università di Palermo e Maastricht - che stanno finanziando la ricerca -, garantisce agli studenti un vantaggio a costo limitato” ha spiegato il dottore Giglia che, docente all’università di Caltanissetta, ha raccontato come i propri allievi stanno rispondendo con grande entusiasmo non solo alle lezioni frontali ma anche alla possibilità di osservare da vicino le evoluzioni di un progetto di ricerca di respiro internazionale che già sta vedendo i suoi frutti con pubblicazioni in riviste scientifiche. Il progetto di ricerca ospitato a Caltanissetta è inserito nell’ambito della “Stimolazione Cerebrale Non Invasiva, riabilitazione cognitiva e Risonanza Magnetica Funzionale” che, in sintesi, prevede tecniche non invasive che interferiscono con le aree preposte al controllo e alla percezione dello spazio con il quale il soggetto interagisce. Claudia Sollami Il secondo laboratorio, invece, al di fuori della convenzione con l'università di Palermo, è nato dal desiderio di approfondire una materia che solo fino a pochi anni fa era sconosciuta ma che, grazie anche alle serie televisive a sfondo medico-poliziesco e alle moderne tecniche di indagine, sta cominciando ad avere un appassionato seguito anche tra gli studenti. Si tratta di un laboratorio di entomologia forense, realtà che sarebbe seconda solo a quella presente all’università di Pavia, e che, proprio per il carattere innovativo, vuole fungere da battistrada per un’offerta formativa assolutamente unica. Responsabile del laboratorio sarà la dottoressa Claudia Sollami (foto 2), 29 anni, specializzata all’Università di Pavia e relatrice di diversi seminari e incontri culturali tenuti, tra gli altri, con gli operatori del 118, dell’Asp, della Polizia scientifica e della Fidapa della provincia di Caltanissetta. “La disciplina – spiega la dottoressa - studia i cicli vitali di quegli insetti che, sviluppandosi sui resti umani in decomposizione, sono utilizzabili ai fini della determinazione della datazione e delle cause della morte”. Il progetto nisseno sarà realizzato in collaborazione con la dottoressa Denise Gemmellaro della School of Environmental and Biological Sciences dell'Università di Rutgers in New Jersey. “Da entrambe le collaborazioni – ha chiarito il professore Giammusso - il consorzio universitario auspica l’avvio di strette relazioni con atenei internazionali e la possibilità di offrire agli studenti convegni e lezioni frontali con esperti internazionali e cultori della materia”. Seminari e approfondimenti che possono far comprendere agli universitari come la ricerca scientifica può proseguire solo grazie a una collaborazione fruttuosa tra colleghi facenti parte del Villaggio Globale di cui Caltanissetta vuol far parte a pieno titolo. “Si tratta soltanto del primo passo verso un progetto molto più ambizioso – ha concluso il presidente del consorzio – che mira a rintracciare e contattare i ricercatori nisseni che sono stati costretti a lasciare il proprio territorio e avviare una ricerca scientifica in altre Nazioni”. Un laboratorio al Cefpas Un appello al “senso di appartenenza” alla città natale  proponendo ai ricercatori una convenzione che induca a condurre a Caltanissetta una parte dello studio scientifico seguito in altri atenei all’estero. L’obiettivo, in questo caso, sarebbe duplice: da un lato, infatti, il ricercatore emigrato avrebbe il giusto riconoscimento per il proprio lavoro e dall’altro gli studenti potrebbero aprire le loro menti a una visione globale della disciplina scientifica imparando da chi prima di loro ha seguito lo stesso percorso. E’ proprio in questa visione che è stato creato a Caltanissetta il campus universitario che, mettendo a stretto contatto “le persone” nella routine quotidiana, mira ad abbattere le barriere reverenziali che ostacolano, spesso, un rapporto simbiotico tra docente e allievo. Le indagini statistiche condotte nelle diverse sedi dell’ateneo palermitano hanno già dimostrato che seguire il corso di un docente che sa associare “un nome a un volto” genera un rendimento migliore rispetto a chi si sente, per l’elevato numero di colleghi frequentanti, un “mero numero”. Il plusvalore è spiegato dal “rapporto umano” che spinge lo studente a  esternare la propria idea o perplessità e generare un confronto costruttivo. Un principio al quale il dottor Giglia crede fortemente avendo sperimentato in prima persona, come studente nisseno, il vantaggio di essere esposto a questo tipo di modello didattico e che oggi, come docente e ricercatore, desidera potenziare offrendo alle future generazioni di medici un modello orientato alle logiche internazionali.

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