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Commissione Ecomafie: inquinamento diffuso e acque reflue non depurate. Allarme nel nisseno e nell'ennese
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Commissione Ecomafie: inquinamento diffuso e acque reflue non depurate. Allarme nel nisseno e nell'ennese

Interi agglomerati urbani non sono serviti da depuratori. Quello che emerge è un quadro impietoso

Redazione
15 Febbraio 2020 16:40

 Si è conclusa ieri la missione siciliana della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, durante la quale sono stati svolti sopralluoghi e audizioni sulla depurazione delle acque reflue nella Sicilia centro-meridionale, con riferimento alle province di Ragusa, Caltanissetta ed Enna. A margine, sono intervenuti i componenti della Commissione del Movimento 5 Stelle, il senatore Fabrizio Trentacoste, il senatore Pietro Lorefice e la deputata Caterina Licatini.“Inquinamento diffuso lungo i torrenti a causa delle acque reflue non depurate correttamente e interi agglomerati urbani o porzioni di questi non serviti da depuratori, - dice il senatore Trentacoste - questo è il quadro impietoso registrato durante le audizioni di questi giorni in Prefettura a Enna”. “Nella sola provincia ennese, ad esempio, il comune di Valguarnera non è servito da alcun impianto (e per questo i suoi abitanti sono esentati dal pagamento in bolletta del canone relativo alla depurazione delle acque), ma anche parte dell'abitato di Enna Bassa, dove mancano alcune opere di collettamento o di Nicosia, dove l'impianto di Contrada Mamma figlia non funziona; in altri comuni, invece, si ha il sottodimensionamento degli impianti. Abbiamo scoperto che la responsabilità delle acque torbide è maleodoranti del Torrente Torcicoda, a valle dell'impianto di depurazione, va attribuita ad altri scarichi illegali o non ancora intercettati. In questo scenario, ci ha stupiti la dichiarazione del sindaco Dipietro che ha affermato di non aver mai ricevuto notizia di criticità ambientali relative alle acque e di non avere, comunque, alcuna responsabilità in materia. Proprio a lui, che da sindaco è anche la massima autorità sanitaria del comune, chiediamo che si attivi immediatamente per ulteriori approfondimenti e per la risoluzione di questo problema”.
“Durante l’audizione di questa mattina, - continua Trentacoste - AcquaEnna ha garantito di essere al corrente della situazione di ciascun comune e delle criticità degli impianti a cui sta lavorando. Inoltre, attraverso il "Progetto Conoscenza”, è stato possibile individuare quali porzioni di abitato sono collegate ai depuratori e quali no, provvedendo così a rimborsare gli utenti che non usufruivano del servizio di depurazione. Si è parlato dell’Impianto di Dittaino (ultimato e mai entrato in funzione) che verrà ceduto a breve ad AcquaEnna, per trattare le acque di reflue di Valguarnera e dell'area IRSAP (ex ASI) e sul vero numero dei depuratori presenti in provincia: AcquaEnna ne gestisce 18 (più quello di Dittaino, a breve), l’ARPA scrive di 27 impianti, la Procura di Enna indaga su 32 depuratori. Infine, abbiamo chiesto chiarimenti e ulteriore documentazione anche sul trattamento finale dei fanghi di depurazione, per cui vi è una specifica inchiesta da parte della Procura di Enna".
Dei sopralluoghi e audizioni riguardanti la provincia di Caltanissetta, parla il senatore Pietro Lorefice. “Abbiamo chiesto a Caltaqua informazioni generali su tutti i depuratori della provincia con particolari focus su quei Comuni privi di depuratori o con gravi inefficienze funzionali, nonché approfondimenti puntuali sugli impianti di: Caltanissetta-San Cataldo, Niscemi, Butera e Gela per i depuratori di Macchitella e sui reflui urbani trattati nel biologico consortile di proprietà IRSAP collocato all'interno del petrolchimico di Gela. Per il depuratore di Caltanissetta emerge un miglioramento del quadro gestionale dell'impianto, ma risultano ancora delle carenze nella rete fognaria e di collettamento di alcuni quartieri cittadini. Il depuratore di Butera, da quanto riferito dai tecnici di Caltaqua, è in fase di avviamento e, attualmente, ha una qualità di depurazione bassissima di circa il 20% di quella prevista per legge. La situazione di Niscemi è altamente critica per la mancanza di depuratori attivi, stessa cosa per Delia. Per Gela, l'attuale quadro evidenzia criticità per la mancanza di reti fognarie e di collettamento dei quartieri balneari di Manfria, Roccazzelle, Femminamorta e Piano Marina, nonché della relativa depurazione. Per risolvere tale annoso problema risultano in avanzato stato di progettazione ed autorizzazione sia le reti che il potenziamento del depuratore di Macchitella (che passerebbe dalla attuale capacità depurativa di 12.000 A.E. a 25.000 A.E.). Inoltre, in sede di audizione, abbiamo messo in evidenza le criticità legate alla parte di depurazione, sia del ciclo di reflui urbani che industriali - spiega il parlamentare - e abbiamo approfondito, per la depurazione industriale dell'ex petrolchimico di Gela, la tematica legata al trattamento di bonifica delle acque di falda, puntando i fari anche  su alcune criticità rinvenute nelle ultime conferenze di servizi tenutesi presso il Ministero dell'Ambiente. Adesso, attendiamo Eni Rewind, Enimed e la raffineria di Gela che producano ulteriori documenti in relazione alla presenza nelle aree interne al perimetro del polo ENI di vecchi pozzi petroliferi non segnalati e di tubazioni provenienti dai tre centri oli di Gela rilevati anche dall’ARPA di Siracusa. 
Abbiamo poi puntato l’attenzione sul torrente Gattano perché, come riferito anche dall’ARPA di Caltanissetta, dagli ultimi prelievi si rileva la presenza di inquinamento chimico e batteriologico dovuto ad allacci abusivi o sversamenti abusivi che avvengono a monte del depuratore di Macchitella. Di questo abbiamo anche informato il Sindaco di Gela, il quale ha dichiarato di non averne avuto notizia da quando si è insediato”. Il Senatore conclude dicendo: “provvederò ad approfondire anche con incontri tematici i vari aspetti legati alle inefficienze del ciclo di depurazione delle acque di tutta la Provincia”.
E infine, la deputata Licatini che, dopo aver voluto l’interessamento della Commissione alla Sicilia, annuncia un’altra missione che riguarderà la Sicilia occidentale in tempi brevi. “Tanti – spiega la parlamentare – sono i problemi legati agli agglomerati, tra questi in particolare Santa Flavia. Una vera e propria operazione di fiato sul collo. Così, con la commissione garantiamo massima attenzione alla tutela della salute e dell’ambiente, da sempre obiettivo primo del Movimento 5 Stelle”.
In coro, in ultimo, i senatori Trentacoste e Lorefice e la deputata Licatini: “Non dimentichiamo che la Sicilia è l’ultima regione d’Italia per quanto riguarda la depurazione, con oneri a carico di tutti i cittadini, stiamo parlando di 30 milioni di euro a semestre che paghiamo per le varie infrazioni. Per rendere l'idea del deficit di depurazione siciliano, forse vale la pena fornire qualche dato. Per esempio, in Trentino Alto Adige ogni milione di abitante produce 121.435 ton/anno di fanghi, mentre in Sicilia solo 6.693 ton/anno. Oppure, in valore assoluto, volendo confrontare due regioni con popolazioni paragonabili, mentre la Sicilia produce 33.843 ton/anno di fanghi, la Toscana ne produce 291.000. Ovviamente questi dati si riferiscono ai soli fanghi di depurazione urbana e che fotografano una regione in cui la stragrande maggioranza dei comuni non hanno un depuratore, quelli che ce l'hanno non sono attivi o non funzionano correttamente”.

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