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Capaci bis, il Pg di Caltanissetta Lia Sava: "Tre riunioni di Cosa nostra per dare il via alla stagione stragista"
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Capaci bis, il Pg di Caltanissetta Lia Sava: "Tre riunioni di Cosa nostra per dare il via alla stagione stragista"

Alle battute finali il processo che si celebra in corte d'assise d'appello a Caltanissetta nei confronti di cinque imputati

Donata Calabrese
18 Luglio 2020 10:55

"Sono tre le riunioni convocate da Cosa Nostra per deliberare la stagione stragista. Sono quella di Enna, Castelvetrano e quella per gli auguri di Natale, perché per dare il via alla stagione stragista era importante anche l’assunzione di responsabilità”. Lo ha detto il Pg, Lia Sava, replicando alle arringhe degli avvocati del collegio difensivo nel processo che si celebra in Corte d’assise d’appello a Caltanissetta per la strage di Capaci. Gli imputati sono il boss Salvo Madonia, Giorgio Pizzo, Cosimo Lo Nigro, Lorenzo Tinnirello e Vittorio Tutino.  I primi quattro, in primo grado, vennero condannati all'ergastolo mentre Tutino venne assolto per non aver commesso il fatto. Per tutti gli imputati, durante la requisitoria la Procura generale ha chiesto la condanna. A sostenere l’accusa il procuratore generale Lia Sava e i sostituti procuratori Antonino Patti e Carlo Lenzi. “Nella riunione di Enna, Riina – ha spiegato il Pg - incassa l’autorizzazione per le stragi di Piddu Madonia e Nitto Santapaola. C’è poi la riunione di Castelvetrano, che risale all’ottobre del 91 nel corso della quale Riina riferisce a Messina Denaro e a Graviano quanto emerso dalla riunione di Enna e infine la riunione del dicembre del 91, voluta dal capo dei capi per gli auguri di Natale e nel corso della quale, in un clima gelido, viene deliberato l’attacco allo Stato, la stagione stragista e vengono deliberati una serie di omicidi eccellenti. Riina, che aveva già intuito gli esiti della sentenza del maxi processo, era tranquillo: nessuno si sarebbe opposto, nessuno avrebbe potuto dire di no. Si tratta di passaggi necessari che si ancorano alle regole dell’organizzazione mafiosa. I capi mandamento dovevano sapere ciò che stava per accadere. Sono decisioni che avrebbero sconvolto non solo Palermo ma l’Italia intera”.
    Sulla responsabilità di Cosa nostra, negli attentati di Capaci e via D’Amelio, l’accusa non ha dubbi sulle responsabilità di Cosa nostra. “Stragi sulle quali – ha spiegato Sava – continuano ad indagare, per accertare l’eventuale presenza di concorrenti esterni, le procure di Palermo, Caltanissetta, Reggio Calabria e Firenze coordinati dalla direzione nazionale antimafia. Ma a prescindere dalla presenza o meno di concorrenti esterni, per i quali vi sono delle indagini in corso – ha concluso il Pg – la responsabilità di Cosa nostra non viene scalfita”.
    Flavio Sinatra, legale di Salvo Madonia e Vittorio Tutino, replicando all’accusa, ha sostenuto che bisognerebbe verificare esattamente quando avvennero queste riunioni e nello specifico fare chiarezza sull’accusa che Gaspare Spatuzza rivolge a Tutino, che in primo grado è stato assolto e per il quale adesso si chiede la condanna. La Corte si ritirerà in camera di consiglio il 21 luglio per emettere la sentenza. "Nonè possibile - ha detto il legale - emettere una condanna per delle deduzioni". (AGI)

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