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Cani randagi nei pressi dell'ospedale di Gela. Il Nursind: "Venga concesso agli operatori il parcheggio interno"
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Cani randagi nei pressi dell'ospedale di Gela. Il Nursind: "Venga concesso agli operatori il parcheggio interno"

La richiesta è stata avanzata dagli operatori sanitari perchè si tratta di un problema che si ripresenta ogni giorno

Redazione
21 Maggio 2020 15:51

Consentire ai dipendenti dell’ospedale Vittorio Emanuele di Gela di parcheggiare il proprio mezzo all’interno della struttura, per evitare i rischi legati alla presenza di randagi o alla scarsa sicurezza della zona. È la richiesta che il Nursind di Caltanissetta ha avanzato ai vertici della sanità nissena per risolvere un problema che si ripresenta praticamente ogni giorno. “In trincea – dice il segretario territoriale del Nursind, Giuseppe Provinzano – assieme a medici e infermieri, ci sono anche donne e uomini che garantiscono la pulizia e la sanificazione degli ambienti, un pasto caldo a ogni paziente. Persone che lavorano con responsabilità, dedizione, anche correndo rischi, e che perciò meriterebbero molto più di un parcheggio gratuito. Anche se contrattualmente “non esiste un diritto al parcheggio” da parte dei lavoratori, pensiamo che non cominciare una giornata lavorativa con un diavolo per capello, soprattutto per chi si occupa della nostra salute, sarebbe del tutto auspicabile”.Il Nursind ricorda che all’esterno dell’ospedale non esiste un parcheggio riservato ai dipendenti e che la zona antistante l’ingresso dell'ospedale, la sosta gratuita non è regolamentata. “L'unico parcheggio nella zona limitrofa all'ospedale che i dipendenti hanno a disposizione per le ore serali e notturne – spiega il Nursind -  non è custodito ed è territorio incontrastato dei cani randagi e quindi poco sicuro soprattutto per le lavoratrici donne che, dopo aver effettuato il turno pomeridiano, o prima di quello notturno, vi si devono recare”. Da qui la richiesta di “consentire la sosta all’interno dell’ospedale con apposita regolamentazione, che tenga conto esclusivamente, del numero complessivo dei dipendenti in servizio, munendo ogni dipendente di un pass di riconoscimento a fine sia di rendere manifesto che il mezzo del dipendente sia autorizzato a entrare nel presidio ospedaliero, sia per identificare il mezzo di ciascun dipendente affinché si possano irrogare eventuali sanzioni, ad esempio allorché il mezzo venga parcheggiato dal dipendente in zone non preposte alla sosta all'interno del presidio ospedaliero stesso”.

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