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Caltanissetta Protagonista, migranti in città per la quarantena: "Non siamo il lazzaretto d'Italia"
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Caltanissetta Protagonista, migranti in città per la quarantena: "Non siamo il lazzaretto d'Italia"

I migranti dovrebbero essere collocati, per la quarantena, nei locali di via Luigi Monaco dove c'erano gli ambulatori chiusi a causa del Covid

Redazione
16 Luglio 2020 10:15

"Crediamo che ci sia un progetto, neanche tanto occulto,  che vuol fare diventare la nostra città il “lazzaretto di Italia”. E' quanto afferma in una nota il gruppo consiliare "Caltanissetta Protagonista". "Ricordiamo perfettamente  che in Aprile di quest’anno andò deserta la gara indetta dalla Prefettura di Caltanissetta per ospitare 50 migranti da porre in quarantena. È notizia di qualche giorno, l’esistenza di un protocollo di intesa firmato dal Direttore Generale dell’ASP e il Prefetto per collocare in quarantena ,nei locali di Via L.Monaco dove erano ubicati gli ambulatori e l’RSA chiusi causa Covid, 10 migranti gestiti dalla CRI. Ci aspettiamo, sembra cosa certa,  tra domani e dopodomani,  l’arrivo di ben 500 migranti che saranno “reclusi” in quarantena al CARA di pian del lago.A questo punto ci chiediamo, chi e perché ha scelto la nostra città per ospitare 500 migranti. Se un numero così elevato sia stato concordato con il Sindaco della nostra città e perché quest’ultimo non è stato invitato da S.E. Il Prefetto e il Questore al sopralluogo svolto nella giornata di ieri.
Crediamo che queste decisioni di un  Governo “giallorosso” noi Nisseni non le possiamo subire supinamente. Crediamo, altresì, che il Sindaco debba esigere chiare e nette spiegazioni del perché la nostra città venga scelta come luogo ultimo per nascondere una manifesta difficoltà di gestione del fenomeno migratorio specie adesso in periodo di pandemia.
Non ci rassicurano affatto le dichiarazioni di S.E. Il Prefetto sulla negatività del test sierologico, visto che agli operatori della struttura di pian del lago in 5 mesi di pandemia ne hanno a stento somministrato solo uno, in Marzo.
Siamo sicuri, purtroppo, che vivremo anche noi le scene di rivolta e violenza già viste nella non lontana Siculiana , e non sarà certo la poca vigilanza dei militari impiegati, che tra l’altro non possono espletare azioni di ordine e sicurezza pubblica, a limitare le azioni più che probabili che vivremo.
I cittadini nisseni stanno con forza e sacrifico uscendo da un lockdown che ha demolito una gia’fragile situazione economica, non possiamo sol perché la nostra città è posta nell’entroterra siciliano, lontano dai flussi turistici più importanti, subire decisioni di un governo distante dalla nostra collettività.
 

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