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Caltanissetta, l'odissea di una disabile per votare. La rabbia del padre: "E' un diritto, non un favore"
Cronaca
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Caltanissetta, l'odissea di una disabile per votare. La rabbia del padre: "E' un diritto, non un favore"

Il padre di Federica, la disabile nissena che oggi ha avuto difficoltà ad esercitare il suo diritto, racconta quanto è successo. Tutta colpa di un certificato

Redazione
28 Aprile 2019 21:46

"Ancora una volta - afferma Maria Grazia Pignataro - si è verificato a Caltanissetta nelle giornata elettorale di oggi un caso di  discriminazione nei confronti di una persona con grave disabilità motoria, la quale recatasi con la famiglia alla sezione n.40 del seggio elettorale istituito presso la scuola secondaria di II° grado “Rosso di San Secondo”, si è vista in un primo momento rifiutare la possibilità di entrare in cabina elettorale con il proprio padre, suo amministratore di sostegno, per potere esprimere il diritto di voto assistito"“La Presidente di seggio – spiega fortemente irritato Gianfranco Zigarelli, padre di Federica, la giovane adulta disabile di 30 anni – mi ha contestato il fatto che non avessi la certificazione rilasciata dall'Asp che consentisse a mia figlia di entrare in cabina elettorale con un assistente. Io le ho fatto notare che nella tessera elettorale di Federica era apposto dal Comune un timbro specifico che, secondo la legge 5 febbraio del 2003 n.17 sulle nuove norme per l'esercizio del diritto di voto da parte degli elettori affetti da grave infermità, rappresenta l'annotazione permanente del diritto di voto assistito. Ma neanche questa spiegazione, peraltro documentata, è stata sufficiente a convincere la Presidente a far votare mia figlia, che nel frattempo provava un forte imbarazzo per essere ancora una volta al centro dell'attenzione per la sua disabilità”.
“Dopo aver discusso animatamente anche con i Presidenti delle altre sezioni – continua Zigarelli - mi sono reso conto che semplicemente non conoscevano la normativa o perché nessuno degli enti preposti li aveva debitamente informati o perché, pur avendo ricevuto la normativa ad hoc in tempo, non l'avevano letta, come invece sarebbe doveroso per chi si accinge a fare il presidente di seggio”.
“Dopo circa un'ora che io e mia figlia eravamo al seggio – aggiunge con rabbia il  geologo nisseno – mi hanno concesso non come un diritto ma come un favore di entrare in cabina con Federica. E' chiaro che tutto ciò non è accettabile, anche perché mi sono reso conto che Comune Asp, non solo comunicano affatto fra di loro ma anzi si infastidiscono quando un cittadino va a lamentarsi del torto subito”.
“La cosa gravissima – conclude Zigarelli – è che a fronte di alcuni disabili che alla fine per gentile concessione sono riusciti a votare, ce ne sono stati altri che non ce l'hanno fatta e quindi ad alcuni cittadini nisseni è stato negato il diritto di voto. Per me ci sarebbero gli estremi per annullare le elezioni amministrative di oggi”. “E' semplicemente assurdo e discriminante – afferma Maurizio Averna, padre di un ragazzo disabile – che bisogna recarsi al Comune per far apporre un timbro sulla tessera elettorale, secondo me basterebbe che Comune e Asp dialogassero predisponendo prima delle consultazioni elettorali gli elenchi dei disabili con diritto di voto assistito da inviare"

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