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Caltanissetta, la libreria Lachina spegne le sue prime trenta candeline fra fiabe e racconti della tradizione popolare
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Caltanissetta, la libreria Lachina spegne le sue prime trenta candeline fra fiabe e racconti della tradizione popolare

Era il lontano 1974 quando nell'ottocentesco palazzo Benintende nel cuore della città al civico 133 di corso Vittorio Emanuele, la libreria Cavallotto veniva presa in gestione da due giovani, Luciano e Isa

Redazione
21 Febbraio 2019 18:04

Sabato 23 febbraio, alle 17.30, presso la libreria Lachina di via Fra’ Giarratana 56 si svolgerà un pomeriggio culturale per festeggiare il trentennale dell’apertura della seconda sede, oggi unica dopo la chiusura della storica sede di Corso Vittorio Emanuele.Era il lontano 1974 quando nell’ottocentesco palazzo Benintende nel cuore della città al civico 133 di corso Vittorio Emanuele, la libreria Cavallotto viene presa in gestione da due giovani Luciano e Isa, che univano la loro vita e la passione per la lettura e davano così inizio alla loro avventura nel mondo dei libri. Con tenacia e costanza hanno fatto sì che la libreria Lachina diventasse un punto di riferimento e di incontro degli intellettuali e per tutti gli appassionati di lettura sempre pronti a soddisfare le necessità dei loro clienti.  UNA LIBRERIA CHE CHIUDE NON FA RUMORE ha scritto qualcuno e il signor Lachina in silenzio, assieme a tutto il suo team costituito da figlie, generi, fratelli, collaboratori e nipoti, ha continuato con spirito di sacrificio e forza di volontà ad andare avanti nel nuovo punto vendita di via Fra’ Giarratana. Un pensiero lo accompagna sempre: un pensiero di gratitudine per il signor Cavallotto che come padre lo ha avviato al lavoro e di ringraziamento sincero alla sua città che continua a sostenerlo.
Il pomeriggio vedrà l’intervento della prof.ssa Marina Castiglione, docente di Linguistica italiana presso l’Università degli Studi di Palermo, che relazionerà su fiabe e racconti della tradizione popolare. Le fiabe di tradizione orale, come esempi di miti degradati, propongono all’ascoltatore di ieri e al lettore di oggi, un ordine sociale e un orientamento culturale che hanno resistito per secoli e che sono comuni a molte civiltà dell’Occidente come dell’Oriente. L’intervento si snoderà lungo un’argomentazione che permetterà di ricostruire come ogni popolo possieda propri miti di riferimento e a cui risalgono le storie riguardanti le origini della vita, del mondo, della civiltà. Investiti di queste valenze religiose, spirituali e gnomiche, i miti assurgono al grado di narrazione sacra e come tale sono detentori di verità, una verità indiscutibile, in cui si mescolano il “meraviglioso” (ciò che non è cristiano e proviene dalla cultura classica e pagana), il “magico” (che appartiene al retroterra demoniaco e stregonesco) e il “miracoloso” (cioè il soprannaturale cristiano).
Serena Miceli leggerà brani tratti dal testo.
 

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