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Caltanissetta, giocano a palla in piazza: "nessun sacrilegio, ipocrita chi caccia i rifugiati"
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Caltanissetta, giocano a palla in piazza: "nessun sacrilegio, ipocrita chi caccia i rifugiati"

Di seguito pubblichiamo una nota a firma di Salvatore Castronovo a seguito delle polemiche scatenate in questi giorni in un primo momentodalla presunt...

Redazione
13 Febbraio 2017 14:46

Di seguito pubblichiamo una nota a firma di Salvatore Castronovo a seguito delle polemiche scatenate in questi giorni in un primo momentodalla presunta aggressione nei confronti di Arialdo Giammusso, coordinatore locale della Lega dei Popoli, secondo il quale alcuni immigrati, redarguiti perché stavano giocando a calcio in piazza, lo avrebbero aggredito, e in un secondo momento da un gruppo di cittadini che domenica pomeriggio hanno deciso di giocare a palloneinsieme ad alcuni immigrati in piazza. "Come tanti concittadini - spiega Salvatore Castronovo - apprendo sui social che ieri si è consumato un sacrilegio, la dissacrazione di un luogo sacro nella totale impunità. Ma veniamo ai fatti. Un gruppo promiscuo di persone per razza, sesso e religione, non curanti del pubblico decoro giocavano a palla in pubblica piazza. Per fortuna parte dei miei concittadini ha saputo reagire, armati di tastiera e mouse hanno manifestato la loro indignazione, hanno urlato la loro rabbia invocando pene severe per i trasgressori, rei di un danno d’immagine irreparabile che deve essere lavato con il sangue, cristiano o musulmano non importa purché di sangue si tratti! E’ così, tra inneggiamenti a Mussolini e indignazione per il mancato pronto intervento di vigili urbani, polizia e perché no! anche dell’esercito in quello stesso spazio pubblico che l’Amministrazione Comunale è stata costretta a recintare per evitare che i miei concittadini – animati dalla loro incrollabile fede ed esemplare senso civico arrivassero a posteggiare la propria auto fin sopra l’altare – abbiamo avuto esempio dell’odio e dell’intolleranza che in questa città trabocca ormai da tutte le parti, proprio quell’odio che noi volevamo esorcizzare ed allontanare da quando il rappresentante locale del partito per il quale fino a ieri nisseni, siciliani e tutti i meridionali erano solo feccia da abbandonare al loro miserabile destino; oggi redarguendo dei giovani migranti anch’essi colpevoli di dare qualche calcio ad un pallone, veniva a detta sua insultato, aggredito, coperto di sputi e apostrofato quale fascista e Lega Nord. Questi migranti erano talmente ben informati delle vicende della politica locale da averlo immediatamente riconosciuto nonostante eletto da pochi giorni. Chapeau!!! Senza alcun timore di essere smentito - continua Salvatore Castronovo - posso tranquillamente affermare che il “fascista e Lega Nord” si è inventato tutto, e fa parte di quei politici che incapaci di formulare una proposta politica degna di nota sfrutta la paura nei confronti dei migranti per costruirsi un posto al sole e così la nostra città che porta un nome arabo, che ha avuto dominazioni normanne, da terra d’incontro diventa luogo ostile e dalle mille contraddizioni, dove chi millanta un reato mai commesso con la complicità di un’emittente locale, istigando all’odio razziale diventa nell’immaginario collettivo parte lesa e chi da qualche calcio ad un pallone sgonfio in pubblica piazza di fronte una chiesa chiusa, un dissacratore, un violento, un delinquente da punire in maniera esemplare. Non è il Teatro dell’assurdo ma poco ci manca, non me ne voglia Beckett. Invito i miei cittadini a guardare ogni tanto al di fuori dei propri confini mentali e geografici, vedranno com’è normale vedere nelle piazze bambini e grandi giocare a palla, che non è il colore della pelle ad essere causa di delinquenza ma sono le ingiustizie sociali, l’emarginazione sociale, la povertà e la disperazione di chi ha poco o nulla difronte a chi ha troppo. Se in un paese come il nostro, i dieci più ricchi possiedono il 90% della ricchezza nazionale, davvero pensate che il problema sia chi possiede meno di voi? Chi scappa dal proprio paese abbandonando la propria terra e la propria famiglia in cerca di un futuro o anche solo della speranza di un futuro migliore? Voi che vi sentite oltraggiati, mi chiedo se ricordate e se avete compreso le parole del capo spirituale della vostra comunità, Papa Francesco, il quale afferma: “Ipocrita chi difende Cristo e caccia i rifugiati”, lor signori si chiedano se oltre ad essere dei buoni cattolici sono anche dei buoni cristiani ma lo facciano davanti uno specchio guadando se stessi negli occhi e con la mano sulla coscienza. Voglio chiudere con un passo del filosofo Montaigne che nella Francia del ‘500 dilaniata dai conflitti religiosi, scriveva: “… le culture si sviluppano attraverso i circuiti dello scambio; l’isolamento le rende storicamente irrilevanti ed esposte al rischio del tramonto, della barbarie del <

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