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Caltanissetta e il casus dei falchi, animalisti contro spettacolo: "Sono diseducativi"
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Caltanissetta e il casus dei falchi, animalisti contro spettacolo: "Sono diseducativi"

Animalisti di tutta Italia contro lo spettacolo di falconeria organizzato per i prossimi 8, 9 e 10 ottobre negli stadi di San Cataldo e Caltanissetta,...

Redazione
05 Ottobre 2013 10:09

Animalisti di tutta Italia contro lo spettacolo di falconeria organizzato per i prossimi 8, 9 e 10 ottobre negli stadi di San Cataldo e Caltanissetta, che vedrà l'esibizione di aquile, falchi e gufi addestrati davanti ai gruppi scolastici. Oltre alle singole proteste arrivate via mail alle redazioni dei giornali per dire no allo svolgimento dell'evento, prendono posizione i presidenti di cinque associazioni animaliste. Si tratta di Ennio Bonfanti (Wwf), Aldo Sarto (delegato di Lipu), Alessandro Di Giugno (Legambiente) Salvatore Colonna (Lida) e Jessica Natale (Lav), che hanno inviato un documento ai sindaci, agli assessori alle Politiche sociali e culturali e ai rispettivi presidenti dei consigli comunali. "L’iniziativa - osservano i cinque esponenti delle associazioni animaliste - viene maldestramente presentata come “spettacolo storico culturale” e di “educazione ambientali” (sic!) ma in realtà non è altro che l’ennesima forma di sfruttamento di animali per fini meramente economici. Così come avviene nei circhi o negli zoo, anche in questo caso - si legge nel documento delle Associazioni - vengono sfruttati animali, nel caso uccelli rapaci, per un deprecabile intrattenimento e “divertimento” umano. Si tratta di animali che vengono allevati, addestrati e fatti vivere in prigionia. Ed è innegabile che la prigionia di animali di natura selvatica costituisce una palese ed estrema violenza sugli stessi!”. “Per l’esecuzione (forzata) degli “esercizi” dello spettacolo – sostengono gli ambientalisti - gli uccelli rapaci (tutti appartenenti a specie particolarmente protette che costituiscono “patrimonio indisponibile dello Stato” ex L. 157/92), vengono addestrati e costretti a comportamenti innaturali. Si tratta di spettacoli inaccettabili, durante i quali questi uccelli, in natura schivi e ritrosi, sono costantemente esposti alla folla, alle luci artificiali ed ai rumori in ambienti totalmente estranei alle loro caratteristiche etologiche”. Il documento prosegue contestando il messaggio culturale di simili spettacoli: “gli animali vengono strumentalizzati come puro “fenomeno da circo”, calpestando la loro dignità di esseri senzienti, costretti a violentare il proprio peculiare comportamento per assumerne uno che non rispecchia quello naturale. Per questo sono perennemente soggetti ad una condizione di stress fisico e psichico”. WWF, LIPU, LEGAMBIENTE, LIDA e LAV, inoltre, ritengono grave, sotto l’aspetto didattico, la prevista partecipazione delle scolaresche a simili manifestazioni a scopo di lucro, che rischiano di “promuovere modelli di comportamento orientati verso l'abuso e lo sfruttamento degli animali, che ostacolano un corretto rapporto con gli animali e la natura, sviluppando una cultura antropocentrica e di disprezzo verso il rispetto dei diritti di tutti gli esseri viventi. Sul piano formativo e psicologico degli alunni, infatti, tali eventi sono veicolo di un’educazione al non rispetto per gli esseri viventi dato che gli animali sono privati della loro libertà, sono mantenuti in contesti non naturali ed in condizioni irrispettose dei loro bisogni e della loro dignità”. “Ci rammarica il fatto – dichiara Ennio Bonfanti, presidente del WWF di Caltanissetta - che taluni Dirigenti scolastici ed insegnanti, nel decidere di far partecipare le proprie scolaresche, non pare abbiano adeguatamente valutato quali siano le conseguenze, nei minori, dell’esposizione alla violenza anche etologica degli animali. In un documento sottoscritto da oltre 530 psicologi, viene espressa preoccupazione rispetto alle conseguenze sul piano pedagogico, formativo, psicologico della frequentazione dei bambini di eventi e spettacoli in cui vengono impiegati animali: spesso sono veicolo di una educazione al non rispetto per gli esseri viventi, inducono al disconoscimento dei messaggi di sofferenza, ostacolano lo sviluppo dell’empatia, che è fondamentale momento di formazione e di crescita, in quanto sollecitano una risposta incongrua, divertita e allegra, alla pena, al disagio, all’ingiustizia”. Per queste motivazioni, le cinque organizzazioni di protezione ambientale riconosciute dal Ministero dell’Ambiente hanno anche scritto al dirigente dell’ufficio scolastico regionale, al dirigente provinciale ed a tutti i dirigenti delle scuole pubbliche della provincia, chiedendo di non partecipare ad iniziative legate allo sfruttamento degli animali per pure finalità economiche e speculative. Secondo le circolari e le linee guida del Ministero dell’Istruzione, infatti, agli alunni devono essere proposti momenti di educazione al rispetto di tutti gli esseri viventi “per creare una cultura che trasformi la visione antropocentrica del rapporto uomo-natura in quella bio-centrica, nella quale considerare l'uomo un componente della biosfera" Le associazioni, inoltre, fanno appello al "buon senso degli insegnanti, dei genitori e di tutti gli altri cittadini affinché rinuncino a partecipare e finanziare simili spettacoli diseducativi e contrari ai principi di conservazione della biodiversità e del rispetto degli animali".

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