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Caltanissetta, Arialdo Giammusso: "strade impercorribili, come si può fare impresa?"
Politica
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Caltanissetta, Arialdo Giammusso: "strade impercorribili, come si può fare impresa?"

Di seguito riportiamo un comunicato stampa a firma del coordinatore della

Redazione
03 Marzo 2017 08:40

Di seguito riportiamo un comunicato stampa a firma del coordinatore della "Lega dei Popoli - Noi con Salvini", Arialdo Giammusso, sulla precaria viabilità cittadina: "La capacità di creare sviluppo economico e l’attrattività di un territorio, spesso vengono associate alla presenza di infrastrutture viarie, portuali, aeroportuali e della logistica in genere. Il binomio sviluppo/infrastrutture è sicuramente fondamentale e determinante per qualsiasi economia locale, regionale o nazionale. La nostra città, oggi come non mai, sta attraversando un periodo di crisi economica senza precedenti: imprese di produzione ed artigiani che chiudono o sono in procinto di farlo, commercianti che calano la seracinesca alle loro attività o, nei casi di attività storiche e maggiormente capitalizzate, attingono ai risparmi di una vita per tentare di andare avanti. E’ innegabile che tutto ciò coincide con il periodo più disastroso, dal punto di vista della mobilità, che la nostra città possa ricordare. Come si può fare impresa a Caltanissetta quando per raggiungere o uscire dalla città bisogna prima aver fatto un corso approfondito di via d’uscita dai labirinti? Come si può pensare di fare impresa a Caltanissetta quando per raggiungere la zona industriale Calderaro, a causa di lavori ad un viadotto che si protraggono da mesi, bisogna percorrere una strada costruita dai Borboni? Come si può pretendere di fare impresa se per allontanarsi dalla zona industriale di Caltanissetta ed imboccare la strada di raccordo per la SS640, si è costretti ad affrontare una strada dissestata che in un punto presenta un dislivello (gradino) di circa un metro e che mette a repentaglio la sicurezza dei guidatori, l’integrità dei mezzi e delle merci trasportate? Come si può pretendere di fare impresa a Caltanissetta quando la stessa importante arteria di raccordo alla SS640 ormai da mesi presenta un pericoloso restringimento e sulla carreggiata sono sempre più evidenti importanti crepe che lasciano presagire possibili chiusure? Come si può fare impresa quando l’amministrazione comunale è sorda alle richieste dei commercianti del centro storico che richiedono la riapertura del traffico in centro? Come si può fare impresa a Caltanissetta quando la maggior parte delle strade è quasi intransitabile a causa di buche enormi? La risposta è semplice: non si può più fare impresa a Caltanissetta se non si è eroi o pazzi. Non è ammissibile che il mestiere più bello del mondo, l’imprenditore, si sia trasformato in una sventura o in un incubo. Un territorio deve attrarre al suo interno imprese, investitori, persone; a tal fine, deve disporre di un complesso di risorse materiali e immateriali che determinano “condizioni di contesto” ottimali. Quali condizioni ottimali offre Caltanissetta? Anni fa si faceva leva sulla centralità della nostra città, oggi la centralità si è trasformata in isolamento centralizzato. La mobilità è percepita come un bene primario da chi basa il proprio benessere sul trasporto delle merci, sul turismo, sui servizi di ogni genere, anche quelli sanitari. Gli attuali danni o le gravi limitazioni presenti sul sistema viario che abbraccia la nostra città stanno creando fortissime perdite alla nostra già traballante economia. La Lega dei Popoli-Noi con Salvini, ed i suoi rappresentanti ad ogni livello, incluso chi scrive, è al fianco degli imprenditori nisseni senza risparmio di energie e di tempo, affinché questo scempio ai danni della libera intrapresa abbia fine e nel più breve tempo possibile. Nei prossimi giorni una delegazione del partito farà visita a diversi imprenditori che hanno accolto positivamente la nostra voglia di collaborare e sono pronti a discutere con noi dei maggiori problemi che li attanagliano. Chi pensa di approfittare dell’indole docile ed alcune volte remissiva dei nisseni, si sbaglia. Caltanissetta non può e non vuole più tollerare, non vuole più aver pazienza. Caltanissetta ed i nisseni pretendono che le istituzioni preposte, siano esse il Comune, l’Irsap o l’Anas, smettano di sonnecchiare e rispettino la dignità di chi ogni mattina mette in moto la propria macchina, il proprio furgone o il proprio camion per portare un pezzo di pane a casa".

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