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Caltanissetta, al reparto di Cardiologia del Sant'Elia impiantato il primo defibrillatore sottocutaneo senza fili
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Caltanissetta, al reparto di Cardiologia del Sant'Elia impiantato il primo defibrillatore sottocutaneo senza fili

L’uomo che, oltre a quella cardiaca, aveva altre patologie, sta bene ed entro qualche giorno riprenderà le sue normali attività quotidiane

Rita Cinardi
18 Giugno 2019 16:43

Impiantato al reparto di Cardiologia dell’ospedale Sant’Elia il primo defibrillatore sottocutaneo senza fili su un paziente di 70 anni proveniente da Barrafranca. L’uomo che, oltre a quella cardiaca, aveva altre patologie, sta bene ed entro qualche giorno riprenderà le sue normali attività quotidiane. Ad impiantare il defibrillatore il responsabile del reparto Felice Rindone e il cardiologo Calogero Geraci che nell’occasione hanno ringraziato tutto il personale infermieristico e gli operatori socio sanitari. “Si tratta di un defibrillatore sottocutaneo – spiega il cardiologo Calogero Geraci - che permette di salvare la vita in pazienti con una frazione di eiezione sotto il 35%. La novità di questo nuovo impianto che si chiama S-Icd è che non abbiamo degli elettrocateteri che entrano nel cuore. Questo ci permette una relativa facilità di impianto e ci permette di diminuire le infezioni nel post impianto e, soprattutto, per i pazienti complessi, è una nuova possibilità che la nostra provincia offre. Quindi un dispositivo molto importante che va a caratterizzare la qualità della nostra sanità provinciale e si inserisce nel carnet di impianti, di re-sincronizzatori che ormai facciamo all’ospedale Sant’Elia, di defibrillatori e di pacemaker, quest’anno con ottimi risultati. Normalmente i tempi di ripresa vanno da 7 a 14 giorni, in questo caso la ferita è sottocutanea quindi ci sono dei tempi di ripresa molto inferiori rispetto al solito. Il paziente è stato impiantato con un intervento della durata di circa un’ora e mezzo e adesso si trova tranquillamente a letto in degenza non sicuramente in terapia intensiva. Sicuramente avere la possibilità di non inserire elettrocateteri nel cuore ci risparmia tutte le complicanze infettive e quelle di perforazione all’interno delle camere cardiache cui possiamo andare incontro con i defibrillatori tradizionali e i cateteri a vite. Questa nuova tipologia di impianto ci dà dunque la possibilità di diminuire gli indici di fuga in maniera importante”.

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