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Bruciavano auto per vendetta, scatta a Niscemi l'operazione "Vindicta Ignis": arrestate tre persone
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Bruciavano auto per vendetta, scatta a Niscemi l'operazione "Vindicta Ignis": arrestate tre persone

Le accuse sono danneggiamento seguito d aincendio, detenzione e cessione di stupefacenti e detenzione di armi clandestine

Redazione
08 Marzo 2019 12:23

Stamattina i poliziotti del Commissariato  di Niscemi hanno arrestato tre pregiudicati niscemesi Bergamo Gaetano, di 39 anni, Bergamo Pasquale, di 20 anni e Galanti Giovanni, di 27 anni, in esecuzione all’ordinanza di applicazione di misura cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Gela, su richiesta della Procura della Repubblica. A Bergamo Gaetano, già ristretto nella Casa Circondariale di Gela per altra causa, è stata notificata l’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere perché ritenuto responsabile di diversi episodi di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti – cocaina e marijuana – e di detenzione illegale di armi clandestine; a suo carico è stata, inoltre, applicata la misura degli arresti domiciliari per il reato di danneggiamento seguito da incendio. Bergamo Pasquale, anche lui condotto in carcere, è ritenuto responsabile di diversi episodi di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti e di detenzione illegale di armi clandestine. Galanti Giovanni è stato condotto agli arresti domiciliari per il reato di danneggiamento seguito da incendio. Stamattina, nel corso di una conferenza stampa tenuta presso la Procura della Repubblica di Gela, alla quale hanno partecipato il Procuratore della Repubblica dr Fernando Asaro, il Questore di Caltanissetta dr Giovanni Signer e il Dirigente del Commissariato di P.S. di Niscemi dr Alessandro D’Arrigo, sono stati illustrati i particolari dell’operazione di polizia giudiziaria. Nell’arco temporale ricompreso tra dicembre 2017 e febbraio 2018, nel territorio di Niscemi si sono susseguiti diversi episodi di danneggiamento seguiti da incendio su autovetture e abitazioni. Preso atto della gravità del fenomeno e dei preoccupanti risvolti per i profili d’incolumità pubblica, è stata avviata un’intensa attività d’indagine – anche tecnica – ad opera del Commissariato di P.S. di Niscemi, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gela. Dette indagini, tese alla ricostruzione degli eventi, delle cause e alla individuazione dei responsabili, hanno consentito agli inquirenti di evidenziare come queste azioni delittuose, fossero riconducibili a veri e propri atti di ritorsione avverso presunti torti subiti, più che a metodi d’intimidazione. Nel corso delle indagini sono stati acquisiti gravi indizi di colpevolezza a carico dei tre soggetti colpiti dalla ordinanza cautelare. Gli elementi probatori, acquisiti incrociando e analizzando i dati emersi dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, e dalle immagini registrate da sistemi di videoriprese, hanno consentito di far luce in particolare su due episodi di danneggiamento seguito da incendio: il primo incendio, verificatosi nel mese di gennaio del 2018, in danno di due autovetture parcheggiate sulla pubblica via, a seguito del quale conseguiva un incendio di vaste proporzioni che interessava anche il prospetto di un immobile abitato, mettendo così a rischio la vita d’ignari cittadini. A questo episodio è seguito un secondo incendio, consumato due giorni dopo, in cui è stata distrutta un’autovettura; anche in questo caso è stata messa a rischio la vita di persone innocenti, poiché le fiamme attaccavano il prospetto di un’abitazione civile. Nel corso delle indagini è emersa, inoltre, una fiorente attività di traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e marijuana, che ha permesso ai poliziotti di procedere anche ad arresti in flagranza di reato. Tra tutti gli episodi riscontrati, emblematico appare l’episodio che ha condotto all’arresto in flagranza di reato di due persone trovate in possesso di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, di cui uno dei due – vistosi scoperto – aveva tentato di disfarsi, sciogliendo la sostanza nella vasca dei pesci rossi, poi morti avvelenati in conseguenza di tale azione. Il maldestro tentativo non andava a buon fine in quanto la cocaina, a mezzo sofisticate operazioni tecniche, è stata recuperata dai poliziotti della Polizia Scientifica di Niscemi.

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