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Il bosco segato, a febbraio commissione Ars in visita a San Cataldo. "Scempio vergognoso"
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Il bosco segato, a febbraio commissione Ars in visita a San Cataldo. "Scempio vergognoso"

In copertina: Alessandro Giugno, Giancarlo Cancelleri e l'assessore comunale Angelo La Rosa Sul disboscamento selvaggio della Gabbara e in generale d...

Redazione
22 Gennaio 2015 17:53

In copertina: Alessandro Giugno, Giancarlo Cancelleri e l'assessore comunale Angelo La Rosa Sul disboscamento selvaggio della Gabbara e in generale di boschi del Nisseno e dell'Ennese si accendono i fari dell'Ars. La commissione Attività produttive di Palazzo dei Normanni, su proposta dei deputati del Movimento 5 Stelle Giancarlo Cancelleri e Matteo Mangiacavallo, si recherà in trasferta a San Cataldo nei primi giorni di febbraio (ancora da stabilire la data ) per sviscerare lo scandaloso abbattimento di alberi in una estensione di 10 mila ettari, programmato nei prossimi anni. All'incontro, oltre ai deputati 5 Stelle saranno presenti, tra gli altri, l'eurodeputato Ignazio Corrao, che ha denunciato il caso anche a Bruxelles, i sindaci dei Comuni coinvolti, l'Assessore Regionale all'agricoltura, allo sviluppo rurale e alla pesca mediterranea Nino Caleca, i vertici della società delle biomasse che gestisce l'impianto di Dittaino, le associazioni ambientaliste ed, ovviamente, la locale amministrazione comunale. Sull'argomento si è tenuta oggi una conferenza stampa nella sede del M5S di San Cataldo, alla quale hanno partecipato Giancarlo Cancelleri, l'assessore all'Ambiente del Comune di San Cataldo, Angelo La Rosa, il presidente dei Legambiente, Alessandro Giugno, e attivisti del M5S. Il M5S ha intanto predisposto una mozione all'Ars. “In provincia di Enna – dice Cancelleri – è attiva una centrale a biomasse da 21,7 MW di potenza, una sorta di mostro mangia legna che, secondo quanto stabilito dallo scellerato accordo tra la Sper, proprietaria dell’impianto e la Regione - sarà alimentata dagli alberi delle aree boschive del centro Sicilia, con l’abbattimento sconsiderato in 10 anni di una infinità di Eucalipti, con inevitabili conseguenze nefaste per la Sicilia, che vanno dalla distruzione dei paesaggi, al serio rischio di dissesto idrogeologico, alla liberazione di massicce dosi di anidride carbonica nell’aria causata dalla combustione dell’enorme quantità di legname prevista. Inoltre la Società corrisponde alla Regione solo 12 milioni di euro per i dieci di utilizzo, mentre la società ne ricava ogni anno un fatturato di 40 milioni di euro”.

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