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Aumento tassa rifiuti a Caltanissetta, la Confcommercio: "Fatto grave in una città in crisi economica"
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Aumento tassa rifiuti a Caltanissetta, la Confcommercio: "Fatto grave in una città in crisi economica"

Non si può continuare a chiedere ai soliti noti di sopperire ai mancati introiti derivanti dall’evasione delle tasse

Redazione
06 Gennaio 2020 11:17

Il Presidente della Confcommercio provincia di Caltanissetta, Gero Nicoletti, non condivide la scelta dell’amministrazione di aumentare la tassa sui rifiuti. In una città in seria crisi economica non si può attuare una politica di aumento delle tasse. “Per cittadini e imprese la tassa sui rifiuti comporta costi eccessivi e ingiustificati che derivano in particolare, da inefficienza ed eccesso di discrezionalità di molte amministrazioni locali, da una distorta applicazione dei regolamenti e dal continuo ricorso a coefficienti tariffari massimi”. E' quanto emerge dal primo rapporto dell'Osservatorio tasse locali di Confcommercio, dedicato alla raccolta e all'analisi di dati e informazioni sull'intero territorio relative alla Tari pagata da cittadini e imprese del terziario.
E’ sempre più urgente una profonda revisione dell'intero sistema che rispetti il principio europeo ‘chi inquina paga' e tenga conto delle specificità di determinate attività economiche delle imprese del terziario al fine di prevedere esenzioni o agevolazioni. In due parole, meno costi e meno burocrazia per liberare le imprese dal peso delle inefficienze locali di gestione".
"Ancora una volta – continua il Presidente - siamo alle prese con una pressione fiscale e burocratica insostenibile che colpisce le piccole imprese di commercio, turismo e servizi, con adempimenti a getto continuo ai quali è arduo tener testa. Per questo ai rappresentanti delle amministrazioni comunali, chiedo una svolta prima di tutto culturale che si traduca in provvedimenti coerenti di snellimento del carico fiscale e burocratico. In tutti i comuni del comprensorio bisogna mettere tra i primi punti dell'agenda politica la necessità di salvaguardare la rete distributiva esistente e di mettere le imprese nelle migliori condizioni per rimanere sul mercato. Una reale svolta fiscale e burocratica è la condizione di partenza per un rilancio della rete distributiva, a cui debbono accompagnarsi politiche incentivanti per valorizzare la risorsa delle nostre principali aree commerciali".
Occorre prendere coscienza che, imprese e cittadini non riescono più a far fronte a tutte le imposizioni fiscali che, con una percentuale altissima di disoccupazione, con le famiglie che a stento arrivano a fine mese e le imprese sempre più tartassate difficilmente la nostra economia potrà ripartire. 
Negli ultimi anni, abbiamo assistito a delocalizzazione di grossi gruppi imprenditoriali perché attratti da amministrazioni vicine che hanno aiutato questi gruppi ad investire. Progetti di sviluppo turistico, valorizzazione del territorio ed altre azioni serviranno a poco se si continua ad impoverire economicamente il territorio.
Non si può continuare a chiedere ai soliti noti di sopperire ai mancati introiti derivanti dall’evasione delle tasse, occorre scovare e punire chi evade senza però, com’è successo negli ultimi anni, inviare avvisi di pagamento a tappeto per scovare gli evasori. Oggi esistono strumenti che consentono di incrociare dati per far emergere il sommerso che, con un’accurata verifica sul campo, consente di diminuire la possibilità di evadere.
Non si capisce, poi, perché prima di intervenire si aspetti che i problemi diventino di difficile ed economicamente insostenibile soluzione come per esempio sta avvenendo con le zone industriali. Da anni le aziende che insistono nelle zone industriali chiedono la soluzione di problemi che ne frenano lo sviluppo ed in molti casi la prosecuzione dell’attività, ma sembra che a nessuno interessi intervenire continuando a prendere tempo. Le imprese non possono aspettare i tempi delle amministrazioni e/o della politica, la crisi delle imprese determina un impoverimento irreversibile dei territori. A nulla serviranno i progetti di sviluppo se non si è in grado di risolvere i problemi che frenano lo sviluppo come ad esempio le infrastrutture.
Confcommercio – conclude Gero Nicoletti – è pronta a collaborare con l’amministrazione anche per i prossimi impegni che interesseranno il nuovo piano commerciale e del piano urbano del traffico.

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