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Asintomatici, dagli scienziati critiche all'Oms: "Ecco quando sono contagiosi. Non sono tutti uguali"
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Asintomatici, dagli scienziati critiche all'Oms: "Ecco quando sono contagiosi. Non sono tutti uguali"

I ricercatori riportano in maniera conservativa che gli infetti che non sviluppano alcun sintomo sono almeno il 30 per cento

Redazione
10 Giugno 2020 12:47

Fa discutere la nuova presa di posizione arrivata dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sul ruolo degli asintomatici. "Raro che infettino" afferma l'Oms, ma vari esperti invitano alla cautela sottolineando che gli
asintomatici non sono tutti uguali e gli studi al momento disponibili appaiono contrastanti."Circa il 40-45% delle persone infette da Sars-CoV-2 risultano senza sintomi, suggerendo un elevato potenziale del virus di diffondersi nella popolazione in maniera silenziosa ed estesa. Considerato che nelle varie coorti non è sempre possibile distinguere gli asintomatici dai pre-sintomatici, i ricercatori riportano in maniera conservativa che gli infetti che non sviluppano alcun sintomo sono almeno il 30%". Lo dice il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta facendo riferimento alla pubblicazione sugli Annals of Internal Medicine di una revisione dei dati di 16 coorti che sintetizza le migliori evidenze disponibili sull'infezione asintomatica da Sars-CoV-2, compresa quella italiana di Vò Euganeo. Cartabellotta commenta le dichiarazioni del capo del team tecnico anti-Covid-19 dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) Maria Van Kerkhove e afferma: "In questa fase molto delicata della pandemia, sarebbe opportuno conoscere i risultati della ricerca già disponibili, prima di lanciarsi in dichiarazioni ardite e pericolose, rischiando di condizionare le politiche sanitarie dell'intero pianeta".
Secondo Pierluigi Lopalco, docente di Igiene all'università di Pisa, "il virus rimane per molto tempo nei portatori e catene di contagio subdole fatte da asintomatici si possono propagare in modo silente ed entrare negli ospedali". Da qui la necessità di "tenere innanzitutto in sicurezza ospedali e Rsa, dove ci sono persone più fragili".
Esprime "cautela" rispetto alla posizione dell'Oms anche il direttore della clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova Matteo Bassetti, rilevando come esistono 3 diversi tipi di asintomatici che, sulla base della carica virale che presentano, potrebbero risultare infettivi o meno. Ci sono, chiarisce, "gli asintomatici che resteranno tali e che sono portatori sani del virus; questi avrebbero una bassa carica virale e dunque ritengo non possano contagiare. Ci sono poi gli asintomatici che nel giro di qualche giorno svilupperanno i sintomi, i cosiddetti presintomatici, con una più alta carica virale e una maggiore probabilità di essere contagiosi". Infine "vi sono i paucisintomatici, che presentano sintomi lievissimi con una carica virale ancora diversa". La carica virale, cioè, "può variare tra gli asintomatici, e più è bassa più calano le probabilità di contagiosità".
Questo potrebbe spiegare perchè i pochi studi pubblicati sugli asintomatici giungano spesso a conclusioni contrastanti. Più in generale, Bassetti stigmatizza come l'Oms "si assuma grande responsabilità con queste affermazioni pesanti che, se confermate, cambierebbero molto la situazione. Infatti, buona parte delle misure sono state prese proprio per evitare che asintomatici potessero trasmettere il virus". Con una puntualizzazione: "Da una istituzione come l'Oms ci si aspetterebbe che dei pronunciamenti vengano fatti solo se fondati su certezze".
Critiche anche da Walter Ricciardi, membro del comitato esecutivo dell'Organizzazione mondiale della sanità e Consigliere del ministro Speranza: "Dall'Oms si è avuta una risposta inaccurata e sbagliata". "La trasmissione da asintomatici è invece, tipica di questo virus e proprio ciò lo differenzia da Sars e Mers". L'Oms, tuttavia, ha detto, "va criticata ma sostenuta".
Lo dimostra la sua contagiosità: "In un mese si è diffuso in tutto il mondo quando altre pandemie impiegano 6 mesi o un anno". Quanto all'Oms, ha precisato, "sono colleghi sotto pressione da mesi ma se non esistesse sarebbe danno enorme perché è l'unica organizzazione che può combattere la pandemia. Da questa tragedia, infatti, o si esce tutti insieme o nessuno". Pertanto, ha concluso, "dobbiamo sostenere l'Oms e criticarla quando fa, come ora degli errori, dando una risposta inaccurata e senza evidenza scientifica ma non certo pensando di abolirla".

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