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Arrestato a Roma il siciliano Corallo, il re delle slot machine scappato in Brasile
Cronaca
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Arrestato a Roma il siciliano Corallo, il re delle slot machine scappato in Brasile

Si è consegnato agli agenti della Polizia di Fiumicino Francesco Corallo, il re delle slot machine, latitante dal maggio 2012 per corruzione. Corallo ...

Redazione
05 Agosto 2013 07:29

Arrestato a Roma il siciliano Corallo, il re delle slot machine scappato in Brasile Si è consegnato agli agenti della Polizia di Fiumicino Francesco Corallo, il re delle slot machine, latitante dal maggio 2012 per corruzione. Corallo si trovava a Santo Domingo ed è rientrato a Roma. Francesco Corallo, catanese classe 1960, è il titolare della Bplus Giocolegale ltd (già Atlantis), la più grande società di slot machine in Italia e all'estero, per un giro d'affari da 30 miliardi ogni anno. Nel procedimento contro Corallo è coinvolto anche Massimo Ponzellini, ex presidente della Bpm, arrestato sempre nel maggio 2012 per i finanziamenti concessi alle società riconducibili a Corallo. Nel mirino degli inquirenti era finito il finanziamento da 148 milioni di euro da parte di Bpm alla società Atlantis/BpPlus. La banca avrebbe prestato soldi alla Atlantis che, risalendo la catena di controllo, farebbe capo attraverso una società offshore delle Antille Olandesi a Francesco Corallo. I ricavi della Atlantis, attiva nei giochi d'azzardo e vincitrice di una gara d'appalto con l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (Aams), finirebbero al di fuori dei confini nazionali, senza saperne la destinazione. Dubbi sarebbero emersi anche su un aumento di una fideiussione concessa ad Atlantis, in occasione della quale non sarebbero stati verificati i requisiti della società, primo fra tutti la necessità che la società per ottenere le concessioni sui giochi d'azzardo dalla Stato italiano non avesse sede in Paesi a fiscalità agevolata. Nell'indagine sulla Bplus, durante una perquisizione, un computer venne sottratto dal parlamentare Amedeo Laboccetta, e poi restituito solo più tardi. Nei documenti sequestrati, si trovarono anche tracce di un conto off shore intestato a James Walfenzao, lo stesso fiduciario della società Printemps che acquistò la casa di Montecarlo in cui viveva Giancarlo Tulliani, cognato di Gianfranco Fini.

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