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Allarme dei sindaci: "I Comuni del Nisseno rischiano il crac finanziario". Stipendi e servizi a rischio
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Allarme dei sindaci: "I Comuni del Nisseno rischiano il crac finanziario". Stipendi e servizi a rischio

Comuni sull'orlo di un crac. L'allarme è stato lanciato stamattina da Palazzo del Carmine - sede del Municipio di Caltanissetta - dove si sono radunat...

Redazione
07 Agosto 2013 10:26

Comuni sull'orlo di un crac. L'allarme è stato lanciato stamattina da Palazzo del Carmine - sede del Municipio di Caltanissetta - dove si sono radunati molti sindaci del Nisseno - 14 in tutto - per denunciare che i bilanci sono in rosso. Così disastrati che sono pure a rischio gli stipendi per i dipendenti. Senza considerare la possibilità di ricadute negative sui servizi garantiti dai Comuni ai cittadini. Niente più trasferimenti statali, dimezzati per oltre il 60 per cento, stanno davvero mettendo in ginocchio le piccole comunità della provincia di Caltanissetta. Casse ingolfate da spese forsennate come quelle legate alla gestione dei rifiuti. Il sindaco di Caltanissetta, Michele Campisi, che ha promosso la riunione con i suoi colleghi degli altri Comuni, ha fatto il punto della drammatica situazione ed è per questo motivo che insieme agli altri sindaci ha voluto investire della problematica il prefetto Carmine Valente e la deputazione eletta nella provincia di Caltanissetta. "Gli stipendi dei comunali di Caltanissetta saranno a rischio già dal mese di settembre - ha detto Campisi - ma saranno a rischio i servizi che eroghiamo al cittadino. Inutile fare proclami che la Pubblica amministrazione non paga. La pubblica amministrazione non paga perché non ha liquidità necessaria. Non vogliamo essere malpaganti, ma non siamo nelle condizioni di rispettare la tempistica dei pagamenti. Sono preoccupato due volte perchè col decreto del fare si dice  che saranno sanzionati i Comuni che non ottemperanno entro 90 giorni, probabilmente i Comuni entro 60 giorni non potranno mai ottemperare se non avranno risorse finanziarie". Campisi, inoltre, ha voluto ribadire la pacificità della protesta, senza avviare azione eclatanti. "Ma riteniamo far conoscere alla collettività il nostro stato d'animo e il momento sicuramente difficile". I sindaci, dunque, sono sul piede di guerra. Come Gianfilippo Bancheri, primo cittadino di Delia, che ieri ha partecipato con altri sindaci siciliani all'assemblea organizzata dall'Anci Sicilia a Palermo e al vertice che s'è tenuto con gli assessori regionali Patrizia Valenti, che ha la delega agli enti locali, e Luca Bianchi, all'Economia. "Sono stato eletto per fare il sindaco del mio paese e non il curatore fallimentare del mio Comune - è stato lo sfogo di Biancheri -. La situazione prodotta dall’articolo 15 della legge di Stabilità regionale per il 2013 è gravissima e il drastico taglio dei trasferimenti di circa il 60% sta portando al collasso i piccoli Comuni e l’impossibilità di prospettare un futuro migliore per loro. Qualcuno mi dia un motivo per pensare positivo. Siamo seriamente preoccupati – ha aggiunto Bancheri  –  c’è una difficoltà insormontabile a chiudere i bilanci. C’è il rischio che per la tenuta dei conti pubblici si possa violare la legge. E’ una situazione paradossale e pericolosissima. La regione deve rendersi conto che il sistema degli Enti locali sta saltando. L’assessore Bianchi è venuto a dirci che la Regione non è in grado di poter chiudere il bilancio e l’assessore Valenti ha aggiunto che non si può ripristinare il sistema con la stessa quota dell’anno scorso perchè le risorse non ci sono. Magari è vero. Chi dice di no. Con i numeri che girano neppure noi siamo in grado di fare i bilanci, ne garantire i servizi essenziali. Vista dal lato dei numeri la questione sembra irrisolvibile. Salvo che la questione non è tecnica ma politica. E la politica non fa i conti con i numeri, ma con i bisogni e con i diritti delle persone - ha osservato ancora il sindaco di Delia -. La politica vive di scelte e alla fine trova sempre una soluzione. E oggi la politica deve indicare delle soluzioni prima che sia troppo tardi. Il governatore Crocetta si faccia carico, è una esortazione, del problema e faccia in modo di trovare i fondi se non vuol vedere sparire i piccoli comuni della Sicilia. Nella spending review faccia in modo che, per essi, la regione abbia un occhio particolare. Intanto come sindaci abbiamo deciso di aprire, già dai prossimi giorni, un dialogo nei consigli comunali aperti ai cittadini, agli imprenditori e alle associazioni cittadine".

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