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Alla scuola "Verga" di Caltanissetta si conclude un progetto sulla donazione degli organi
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Alla scuola "Verga" di Caltanissetta si conclude un progetto sulla donazione degli organi

Un progetto, in collaborazione con l'Asp di Caltanissetta, per formare - come sottolineato dal rianimatore Giancarlo Foresta - gli uomini di domani

Rita Cinardi
24 Maggio 2019 14:47

Presentato questa mattina alla scuola media "Giovanni Verga", diretta dal dirigente scolastico Maurizio Lomonaco, il progetto di promozione della donazione degli organi promosso dall'Asp di Caltanissetta. Le iniziative, subito condivise dal manager dell’Asp Alessandro Caltagirone, sono state curate, dal primario del reparto di Rianimazione Giancarlo Foresta, insieme alla moglie, anche lei rianimatore Rita D’Ippolito, dalla psicologa ospedaliera Maria Vittoria Zito e dalle insegnanti, referenti del progetto Giovanna Napoli e Valeria Presti. Le attività, che si sono svolte in classe attraverso dei focus group, sono state condotte dalle psicologhe Maria Vittoria Zito e Regina Morales e hanno visto anche il coinvolgimento del Centro Regionale dei Trapianti (Crt). Questa mattina a scuola alcuni alunni hanno letto delle poesie mentre altri hanno presentato i loro disegni sul tema della donazione. “Il progetto era iniziato informalmente lo scorso anno alla Capponnetto con il Salus Festival – spiega il dirigente scolastico Maurizio Lomonaco – grazie all’equipe dell’Asp di Caltanissetta. I ragazzi hanno fatto una riflessione sulla cultura della donazione che dovrebbe diffondersi al di là dei pregiudizi, dei malintesi e delle incomprensioni per far sì che si possa giungere ad un mondo che sia da un punto di vista scientifico ma anche emotivo pronto alla donazione”. Il primario Giancarlo Foresta ha spiegato ai ragazzi l’importanza della donazione che oggi in Sicilia sta subendo un calo delle adesioni. “Noi risentiamo in questo momento di qualche problema politico a livello regionale perché – spiega Foresta – il trauma center del Sant’Elia è stato declassato e quindi questo crea dei problemi. C’è anche da dire che la medicina ha fatto passi in avanti e quindi i pazienti sopravvivono con più facilità rispetto al passato. In tutta Italia c’è una flessione sulla donazione degli organi. La scuola deve formare gli uomini di domani e noi dobbiamo fare in modo da allontanare superstizioni, pregiudizi, che possano condizionare la donazione degli organi, così che in futuro sarà più semplice avere più adesioni. Donando, la vita non si spegne insieme all'individuo ma diamo un significato alla morte e consentiamo di far rinascere nuove vite. Il prelievo di organi - chiarisce Foresta - viene fatto in assoluta condizione di morte cerebrale e la diagnosi viene fatta con strumenti scientifici validati e con l'esame clinico. Non è frutto di improvvisazione ma la legge stessa prevede tutti i passaggi che bisogna fare prima di dichiarare la morte cerebrale. Poi la donazione è un fatto successivo, perché dipende dalla convinzione di ognuno di noi, del dare o non dare gli organi, e dei parenti per chi non ha espresso precedentemente il consenso. Ovviamente chi esprime in precedenza la propria volontà supera qualsiasi opposizione che possano fare i familiari". Sull’aspetto psicologico è intervenuta la dottoressa Maria Vittoria Zito. “Si tratta di un lavoro che facciamo da 3 anni nell’ambito della promozione della salute e, in questo caso, puntiamo alla sensibilità sulla donazione degli organi. Sicuramente la trasformazione cognitiva del pensiero del ragazzo è maturata ed è pronta a formare il cittadino del domani che ha consapevolezza dell’importanza del dono come moltiplicatore di vita. Noi abbiamo portato la nostra esperienza a questi ragazzi con delle tecniche lavorando a scuola con un focus group, lavorando sulle loro esperienze, su cosa significa per loro fare un dono o ricevere un dono e anche attraverso delle metafore, l'importanza del dono, che sia anche solo donare un sorriso".  

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