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Alessandro Pagano: "Non ho aderito a Forza Italia per evitare caos istituzionale. Dannoso l’estremismo dei falchi"
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Alessandro Pagano: "Non ho aderito a Forza Italia per evitare caos istituzionale. Dannoso l’estremismo dei falchi"

"La decisione di non aderire alla nuova Forza Italia è stata una scelta sofferta e difficile, ma obbligata. Una scelta dettata anzitutto dalla necessi...

Redazione
17 Novembre 2013 11:14

"La decisione di non aderire alla nuova Forza Italia è stata una scelta sofferta e difficile, ma obbligata. Una scelta dettata anzitutto dalla necessità di evitare al Paese l’instabilità e il caos istituzionale che sarebbero purtroppo conseguiti all’apertura della crisi ‘al buio’ voluta dalla componente più radicale ed estrema del Pdl-FI". E’ quanto afferma in una nota il deputato nazionale Alessandro Pagano spiegando le ragioni della propria adesione al gruppo Nuovo Centro Destra dopo la scissione avvenuta in Forza Italia. “Rispetto alle interpretazioni dei fatti completamente travisate che qualcuno sta avendo tutto l’interesse a diffondere sui media, - prosegue - occorre ribadire con forza che l’apertura di una crisi di governo in questo momento non farebbe l’interesse dell’Italia e degli italiani, perchè contribuirebbe ad indebolire il Paese, già fortemente provato dalla lunga spirale recessiva che si protrae ormai dal 2008, sia nei confronti dell’Europa (e sappiamo bene quanto sia indispensabile riuscire a negoziare con l’Ue migliori e più eque condizioni quanto all’allentamento dei vincoli del patto di stabilità), sia nei confronti degli speculatori finanziari che non aspettano che questo indebolimento per sferrare nuovi e più violenti attacchi”. “L’alleanza di governo, - ribadisce il deputato del Nisseno - è un’alleanza ‘temporanea’ necessitata sia dall’esito delle ultime consultazioni elettorali (conclusesi con un sostanziale pareggio di Pdl e Pd), sia dal fatto che non si poteva lasciare nel ‘pantano’ e nell’immobilismo il Paese all’indomani del fallimento di Bersani di costituire un esecutivo a guida Pd. Senza un governo ‘di servizio’ il cui compito è quello di varare i provvedimenti di carattere economico e le riforme urgenti e necessarie (tra cui quella elettorale per garantire al Paese la governabilità) non si poteva neanche lontanamente presumere un ritorno immediato alle urne, il cui esito sarebbe stato inevitabilmente una replica di quanto già avvenuto a febbraio. Consapevole di tutti questi elementi, lo stesso presidente Berlusconi aveva dato il proprio assenso alla nascita del governo delle ‘larghe intese’, condividendone obiettivi, tempi e ragioni fondanti”. “Dispiace dirlo, ma in FI c’è chi trae vantaggi personali dal diffondere sui media l’immagine di ‘traditori’ di quanti hanno avuto il coraggio di assumere una posizione critica rispetto alla deriva estremistica impressa dai ‘falchi’ al partito. Gli estremismi, compresi quelli mascherati da ‘difesa’ del presidente Berlusconi dalla magistratura politicizzata e dall’eventualità della decadenza, allontanano Forza Italia dai valori del popolarismo europeo, dalle risposte ai bisogni dei ceti moderati e produttivi, dal pluralismo delle idee e dalla cultura del rispetto, che dal 1993 sono alla base di questo movimento politico. Questa è sempre stata la vocazione di FI, oggi appannata dalla concentrazione su altri fronti, che agli italiani e agli elettori moderati di centrodestra in particolare interessano poco o nulla, come la ‘caccia alle streghe’ contro chi non si riconosce nelle posizioni di Daniela Santanché, preferendo al contrario dedicarsi al lavoro per l’uscita del Paese dalla crisi, nonché alla realizzazione delle condizioni necessarie ad un’alternanza politica autenticamente democratica per il governo del Paese”. Alessandro Pagano, inoltre, aggiunge: “Il nostro affetto e la nostra stima per Silvio Berlusconi rimangono immutati, ma non possiamo nascondere né tacere i guasti che l’estremismo dei falchi sta arrecando a quello che sarebbe dovuto essere il più grande partito dei moderati e di cui oggi abbiamo il dovere di non disperdere l’eredità per continuare un percorso politico rivolto alla modernizzazione e al progresso del Paese, rimuovendo ‘storici’ ostacoli alla crescita come eccessiva e insostenibile tassazione, burocrazia soffocante,giustizia e pubblica amministrazione malfunzionanti e inadeguate. Orgogliosi della nostra storia ma consapevoli che per dare un futuro ad una grande aggregazione moderata di centrodestra occorrono anche scelta difficili e nette, intendiamo lavorare al bene del Paese dall’interno di un progetto coraggioso e innovativo quale è il Nuovo Centro Destra”, conclude il parlamentare di San Cataldo.

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