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Al via in Cina il Festival di Yulin: migliaia di cani e gatti torturati e uccisi
Cronaca
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Al via in Cina il Festival di Yulin: migliaia di cani e gatti torturati e uccisi

Human Society International: «Trattamenti crudeli, animali uccisi a sprangate. Fermiamo questa crudeltà»

Redazione
22 Giugno 2020 08:08

Ha preso il via domenica 21 giugno il Festival della carne canina di Yulin. L'associazione Humane Society International che da anni si batte contro questo orrore, segnala che l'evento è stato creato nel 2010 semplicemente per aumentare le vendite e non legato ad alcuna tradizione popolare, come spesso invece si cercava di far passare come messaggio. Si tratta di un evento «barbaro» — scrivono gli attivisti dell'associazione —. «Migliaia di cani e gatti sono presi da strade o rubati da cortili, vengono rinchiusi in gabbie e stipati su tir, senza cibo e acqua. Molti muoiono per le ferite, soffocamento, disidratazione o infarto prima di raggiungere la loro triste destinazione, il macello», si legge su Facebook. La richiesta alle autorità è quindi quella, ancora una volta, di mettere fine a questo business crudele, sottolineando come gli animali vengano uccisi a sprangate.L'evento prende il via nonostante la Cina abbia deciso solo poche settimane fa di rimuovere i cani dalla lista del «bestiame» per includerli tra gli «animali di compagnia». Le città di Shenzhen e Zhuhai hanno già vietato il commercio ma nei mesi della pandemia di coronavirus, a causa della scarsità e dei prezzi della carne di maiale, quella di cane era molto richiesta.

Solo pochi giorni fa l'associazione aveva raccontato come alcuni attivisti animalisti cinesi avessero trovato animali gia macellati sulle bancarelle del mercato di Nancho, appena fuori Yulin, scoprendo anche un venditore con una gabbia piena di cuccioli ancora vivi, che fortunatamente sono stati salvati. «Non potevo credere che questi dolci e innocenti cuccioli sarebbero stati uccisi se non fossimo stati lì per caso. Non posso proprio immaginare che ci sia qualcuno disposto a mangiare questi piccolini. Questo è stato il mio primo viaggio a Yulin e ciò che ho visto al mercato mi ha davvero scioccata. Le mie mani tremavano quando ho tirato fuori il primo cucciolo dalla gabbia. La gente spesso crede che assistere a queste orribili scene sia normale per la maggior parte dei cinesi, invece non è così. Come ha dichiarato il Governo cinese, questi cuccioli sono compagni, non cibo, e città come Yulin dovrebbero mettere in pratica queste parole e porre fine a questa vergogna», ha raccontato l'attivista Jenifer Chen. (Corriere.it)
 
 
 

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