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Acqua, nulla di fatto per il passaggio dall'ex Ato all'Ati. Sindacati chiedono incontro al prefetto di Caltanissetta
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Acqua, nulla di fatto per il passaggio dall'ex Ato all'Ati. Sindacati chiedono incontro al prefetto di Caltanissetta

Questi ritardi, per Cgil, Cisl e Uil potrebbero provocare la perdita degli investimenti che, in un territorio depresso come la nostra provincia potrebbero rilanciare un processo di sviluppo

Redazione
23 Settembre 2020 16:13

E’ noto che Cgi, Cisl e Uil, si sono più volte espresse sul tema dell’acqua e della sua regolamentazione sul territorio di Caltanissetta. Così come previsto dalla legge regionale n. 19 del 2015, ai fini della gestione del servizio idrico, è stata costituita un’ Assemblea territoriale idrica (ATI), composta dai sindaci dei comuni ricompresi nell’ATO, i quali hanno eletto al loro interno il Presidente dell’Assemblea.
Eppure, nonostante ciò, si è ancora in attesa del passaggio delle consegne dalla ex ATO alla neo costituita ATI. Questo rappresenta, indubbiamente, un freno al funzionamento dell’ATI che comporta delle evidenti criticità in un territorio come Caltanissetta che registra percentuali molto elevate di povertà sia in termini assoluti che relativi. 
Ovviamente a pagarne le conseguenze sono i cittadini, che stanno già organizzandosi in comitati o in liberi movimenti per denunciare queste problematiche. Infatti, il mancato passaggio delle competenze alla costituita ATI potrebbe comportare la perdita degli investimenti che, in un territorio depresso come la provincia di Caltanissetta potrebbero rilanciare un processo di sviluppo.  Sul tema i legali di Caltacqua hanno presentato un ricorso ai giudici del TAR di Palermo facendo appunto leva sul passaggio di consegne, tra l’ATO Cl6 e la nuova ATI, che non si è appunto ancora concretizzato, rallentando di fatto l’iter di investimenti che raggiungono somme fino a sessanta milioni di Euro. Per i legali, era possibile sbloccare i decreti di finanziamento con l’Ato senza attendere il subentro dell’assemblea territoriale. Alla luce di ciò, è chiaro che il passaggio delle funzioni all’ATI rappresenta un obbligo, e non certamente una scelta facoltativa, che va ottemperato per le ragioni ampiamente rappresentate sopra, onde evitare che il tema delle risorse idriche diventi un problema sociale ingestibile, nell’assoluta consapevolezza di tutti che si sta affrontando un tema che ha per oggetto un bene primario.
A tale proposito sarebbe auspicabile un incontro alla presenza di Sua Eccellenza il Prefetto con le parti sociali, il Commissario dell’ATO in liquidazione e con il Presidente ATI, perché la gestione di un tema così fondamentale venga considerato nella giusta prospettiva e lo si può fare solo applicando la legge cosicché da evitare non poco probabili manifestazioni pubbliche di malcontento da parte della cittadinanza.

 

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