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Accordo fra "Lup" e Consorzio nisseno per avvio di master di formazione politica
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Accordo fra "Lup" e Consorzio nisseno per avvio di master di formazione politica

Nella mattinata dell’ultimo giorno di lavori del corso di Scuola di Alta Formazione Politica che si è svolto a Caltanissetta dal 16 al 21 settembre su...

Redazione
21 Settembre 2013 15:25

Accordo fra "Lup" e Consorzio nisseno per avvio di master di formazione politica Nella mattinata dell’ultimo giorno di lavori del corso di Scuola di Alta Formazione Politica che si è svolto a Caltanissetta dal 16 al 21 settembre su iniziativa della Libera Università della Politica e con il contributo organizzativo del Consorzio Universitario nisseno è arrivato l’importante annuncio che il rettore dell’Università di Palermo Roberto Lagalla, avendo apprezzato la qualità e la valenza di “Filaga 2013”, ha deciso di sottoscrivere una convenzione con la “Lup” e con il Consorzio Universitario nisseno per l’attivazione di un master di formazione politica nel prossimo anno accademico, da svolgere a Caltanissetta. La notizia è stata data dal presidente della “Lup” Pierluigi Matta e dal presidente del Consorzio Universitario nisseno Emilio Giammusso nel corso della sessione il cui tema è stato “La metamorfosi culturale. Nuova etica, nuovi saperi e nuove forme nella società del talenti, della innovazione e della creatività”. A dibattere su questo interessante tema sono stati il prof. Francesco Pira (docente di Comunicazione presso l’Università di Messina), l’ing. Salvatore Sarpietro (libero professionista), Gianfranco Amenta (docente di Istituzioni di Diritto privato presso l’Università di Palermo), il dott. Nino Salerno (vicepresidente di Confindustria Sicilia) l’imprenditrice Giada Lupo, e il dott. Angelo Marra (componente del Consiglio centrale dei Giovani Imprenditori di Confindustria). Ai relatori che hanno esposto le loro opinioni (in estrema sintesi: Pira ha rilevato le difficoltà della politica nel comprendere i meccanismi della “rete”; Sarpietro ha auspicato il potenziamento della ricerca nelle Università; Amenta ha evidenziato che nella società di oggi esiste un solco profondo di indifferenza, quasi di odio, tra chi ha e chi non ha; Salerno ha spiegato l’importanza del lavoro di squadra, in collaborazione e senza contrapposizioni; Lupo ha stimolato i borsisti a “farsi sotto” continuando a credere sempre nelle proprie idee; Marra ha rilevato che il fallimento di un’idea non deve essere considerata una sconfitta) hanno fatto eco i giovani borsisti che hanno sollecitato maggiore informazione sulle opportunità che possono avere per portare avanti i loro progetti e per trovare un lavoro su cui costruire il loro futuro. Il bilancio del corso è stato fatto dal prof. Pierluigi Matta (presidente della Libera Università della Politica) il quale ha rilevato l’eterno problema che continua a frenare il nostro Paese, ovvero la macchina burocratica che non riesce a garantire la certezza matematica delle norme e delle regole da applicare. Ha poi ricordato la figura di Padre Ennio Pintacuda che nel 1990 fondò la “Lup” e che “ha lasciato una traccia indelebile attraverso la sua testimonianza e le sue opere di uomo di chiesa e sociologo”. Il prof. Giammusso, in conclusione, ha lanciato un messaggio di incitamento ai 27 borsisti che hanno seguito i lavori, invitandoli ad accrescere sempre di più il loro bagaglio culturale “perché il talento – ha aggiunto – è un elemento fondamentale per adattarsi alle esigenze del mercato”. Ha loro ricordato che “la motivazione è l’elemento essenziale dell’esistenza” e li ha incitati a fare tutto con passione. Concludendo con la frase: “Ora tocca a voi!”. “Non dobbiamo avere paura della metamorfosi”. Con queste parole venerdì sera il prof. Maurizio Carta ha chiuso l’incontro-dibattito sul tema “Metamorfosi urbana. La metamorfosi delle città e dei territori: metropolitani, policentrici, reticolari, intelligenti e sostenibili” al quale hanno preso parte l’assessore regionale alle Autonomie locali e della Funzione pubblica Patrizia Valenti unitamente ad Andrea Piraino (Università di Palermo e Centro Studi Olivetti), Antonio Saturnino (Formez), Giovanni Scala (docente di Diritto costituzionale presso l’Università di Palermo) e Luigi Scrofani (docente di Geografia economico-politica presso l’Università di Catania). Èstato lo stesso prof. Carta (docente di Urbanistica presso l’Università di Palermo) ad introdurre l’interessante argomento nella sessione pomeridiana ricordando, in premessa, che la Regione Sicilia ha già avviato il processo di costituzione delle città metropolitane, in particolare Palermo, Catania e Messina. “Si tratta – ha detto – di una sfida che la Regione ha lanciato e alla quale tutti i siciliani devono riuscire a dare una risposta adeguata, partendo dal presupposto che le città metropolitane potranno costituire un volàno di sviluppo per tutta l’isola. Èindispensabile, però, che ci sia un’adeguata forma di governance”. Ed ha citato una frase di Seneca (“Nessun vento è favorevole se il marinaio non sa in quale porto vuole approdare”) prima di avviare il dibattito sull’organizzazione istituzionale e funzionale delle nuove città metropolitane in Sicilia e sulle loro prospettive di sviluppo. Partendo dalla considerazione che negli ultimi 40 anni le aree costiere della Sicilia si sono ripopolate e che quelle interne hanno perduto il 10% della popolazione, Luigi Scrofani ha aggiunto: “Dobbiamo fare in modo che i giovani non abbandonino le aree interne, per cui si deve creare sviluppo anche in queste zone della Sicilia. Tuttavia diventa indispensabile pensare a nuove forme di aggregazione, regolamentando le aggregazioni (finora spontanee) tra i Comuni. Lo sviluppo passa attraverso la riorganizzazione del territorio. D’altra parte l’Europa, attraverso le varie forme di finanziamento erogate, ha già indicato la strada delle aggregazioni territoriali. Le aggregazioni del Comuni devono comunque essere istituzionalizzate e regolamentate da un modello anche flessibile”. Antonio Saturnino (esperto in analisi territoriali) ha ammesso che “le città metropolitane sono motori di sviluppo ma anche fonti di disequilibrio: nel primo caso 35 su 45 città metropolitane hanno fatto registrare un incremento del loro Pil rispetto a quello del loro Paese, nell’altro hanno evidenziato un incremento della disoccupazione, di esclusione e povertà, di criminalità. Il vantaggio decisivo, tuttavia, è quello che con le città metropolitane si ottiene una riduzione della spesa pubblica”. Giovanni Scalia ha ribadito l’importanza che, parallelamente alla costituzione delle città metropolitane, si sappia tenere conto anche delle aree rurali. “Bisogna creare quindi – ha evidenziato – un doppio binario, ma anche una dimensione ottimale delle città metropolitane, una corretta gestione del territorio e una governance adeguata”. Andrea Piraino è stato molto realista: “Se sbagliamo questa riforma – ha detto – prevedo tempi bui per la Sicilia. Sono tanti i fattori che concorrono nell’ambito di questa sfida: serva la modifica dei comportamenti, occorre perimetrare e individuare i territori che devono acquisire la preminenza politica, ed è decisiva la trasformazione dell’attuale sistema di governo locale perché la difesa a oltranza da parte dei singoli Comuni creerebbe la paralisi”. Prendendo brevemente la parola prima dell’intervento dell’assessore Patrizia Valenti, il prof. Maurizio Carta ha detto che con questa proposta di riforma “i nostri politici sono chiamati ad una sfida alta” ed ha auspicato che sappiano coglierla e vincerla favorendo la nascita delle città metropolitane. L’assessore regionale Valenti è stata perentoria: “Perché questa proposta di cambiamento? Perché la situazione è così grave dal punto di vista finanziario che o si cambia o la Sicilia non avrà futuro. Insomma non ci sono più soldi. Èfinito il tempo dello sperpero. Con le risorse di cui disponiamo o continuiamo a foraggiare Enti inutili o promuoviamo politiche finalizzate allo sviluppo. Con il disegno di legge approvato in Giunta, abbiamo indicato quale è, a giudizio del Governo Crocetta, la strada da seguire. Mi rendo conto che i cambiamenti creano diffidenza e paura, ma poco alla volta, ragionando assieme, si può raggiungere l’obiettivo di allinearci alle altre città metropolitane europee dove questo cambiamento è stato già sperimentato con esiti molto positivi. Lavoriamo insieme, quindi, dialoghiamo, per riuscire a migliorare la governance e non peggiorarla”. Questo il programma della sessione pomeridiana di sabato 21 settembre (6ª giornata) ore 16,30 – Chiesa Cattedrale Santa Maria La Nova (piazza Garibaldi) VII Memorial padre Ennio Pintacuda Santa Messa di suffragio Celebra Don Gaetano Canalella, parroco della Cattedrale Santa Maria La Nova di Caltanissetta ore 17.30 - sede del Consorzio Università di Caltanissetta Incontro-dibattito La metamorfosi culturale “Nuova etica, nuovi saperi e nuove forme nella società del talento, della innovazione e della creatività” introduce Emilio Giammusso, presidente Consorzio provinciale Universitario di Caltanissetta modera Lelio Cusimano, componente Comitato tecnico scientifico della Libera Università della Politica relatori Ester Bonafede, assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro Azzurra Cancelleri, deputato nazionale della Repubblica Carmelo Barbagallo, segretario Confederale Uil Massimo Russo, magistrato Francesco Giambrone, assessore alla Cultura del Comune di Palermo Paola Severini, giornalista Rai Antonino Corsaro, componente Comitato tecnico scientifico della Libera Università della Politica Angelo Marra, componente del Consiglio centrale Giovani Imprenditori di Confindustria Francesco Pira, docente di Comunicazione Università di Messina Alessio Lattuca, presidente Confimpresa Euromed Sicilia

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