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A Fiumare d'Arte per il "Rito della Luce" presente anche l'artista gelese Roberto Collodoro
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A Fiumare d'Arte per il "Rito della Luce" presente anche l'artista gelese Roberto Collodoro

Collodoro, in arte Robico, insieme ad altri artisti ha lavorato alla realizzazione di cinque uova, un'installazione in nome della "Rinascita"

Redazione
26 Giugno 2019 12:51

C’era anche l’artista gelese Roberto Collodoro al “Rito della Luce”, il grande evento che si è svolto nel fine settimana presso la Piramide - 38° Parallelo, a Motta D’Affermo. Ideato dalla Fondazione Antonio Presti-Fiumara d’Arte, l’evento, giunto alla sua nona edizione, ha visto la partecipazione di ben trecento performer, tra pittori, poeti, filosofi, musicisti e danzatori, che hanno impreziosito un luogo già suggestivo e speciale. Proprio ai piedi della Piramide, Collodoro, in arte Robico e gli altri artisti che compongono la Tavola di Migliandolo, cioè Ascanio Cuba (Milano), Pupi Fuschi (Palermo), Rosalba Mangione (Agrigento) e Pierdonato Taccogna (Bari), hanno lavorato alla personale realizzazione di cinque uova, una per ognuno di loro. Un’installazione collettiva in nome della “Rinascita”. A guidare questo cenacolo, nato con lo scopo di combattere il mecenatismo nel mondo dell’arte, l’astigiano Claudio Mogliotti, che ha sin da subito sposato con entusiasmo la possibilità di aderire artisticamente a un evento di caratura nazionale e internazionale, come quello del “Rito della Luce”, in cui tutto è stato studiato nei dettagli: dall’allestimento della zona all’invito, rivolto a tutti i partecipanti, di indossare abiti bianchi. 
Robico, rimanendo fedele al tema degli anziani e delle rughe, ha realizzato con il suo uovo un Golem. “Quel giorno, gli fu chiesto di scavare una buca grande quanto il suo intero corpo, per nascondere le provviste durante l'estate – si legge nella descrizione della sua opera – lui, essendo un semplice Golem, obbedì. Una volta terminato il lavoro, venne spinto nella fossa dagli altri operai e così seppellito quasi per intero. Al padrone della piramide serviva un guardiano che incutesse timore ai ladri e ai visitatori troppo curiosi e pensò che una grossa testa rugosa, sbucata fuori dal terreno, fosse l'ideale. Il semplice Golem è lì da molti anni e io l'ho conosciuto. Non mi ha intimorito. Gli ho dato un po' di colore. Gli ho presentato tanti amici, che lo hanno coccolato e gli hanno sussurrato parole gentili. Gli abbiamo lasciato un po' di compagnia, promettendogli che un giorno lo porteremo in un posto diverso, in un posto più a misura di Golem”. Un’altra esperienza artistica per lui, che proprio un paio di settimane fa ha debuttato a Milano, come unico artista siciliano, partecipando a un evento di street art in onore del genio Leonardo Da Vinci. Anche in questa occasione, il talento gelese è stato enormemente apprezzato per la qualità dei suoi disegni e della sua pittura, frutto di passione e di un impegno da autodidatta che ha nutrito sin da bambino. 
Grazie alla Tavola di Migliandolo, Collodoro tornerà a Milano proprio nei primi giorni di luglio per realizzare un altro murales insieme agli altri artisti del cenacolo.

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