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A Caltanissetta chiude anche il Ristorante '900, Janni: "Fatto grave e doloroso, preoccupante quello che sta accadendo in città"
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A Caltanissetta chiude anche il Ristorante '900, Janni: "Fatto grave e doloroso, preoccupante quello che sta accadendo in città"

Diverse le attività che hanno chiuso in città dopo la fine del lockdown. Tra queste anche la pasticceria Delizie d'Autore

Redazione
07 Luglio 2020 09:44

«Buongiorno, comunichiamo che il Ristorante ‘900 ha chiuso definitivamente. Ringraziamo di vero cuore tutti quelli che ci hanno supportato ed apprezzato. Alla prossima esperienza!» Con questo lapidario comunicato su facebook si conclude, amaramente, l’esperienza del “Ristorante ‘900” a Caltanissetta. Un ristorante che aveva puntato su un progetto forse troppo ambizioso e qualificato per una città impoverita come Caltanissetta. Così come, purtroppo, si è conclusa l’attività di tanti altri ristoranti. Ma anche di bar e pasticcerie. Tra queste la pasticceria Delizie d’autore (speciali i suoi cannoli, i rollò, le cassate siciliane), nata dalle ceneri dello storico, notissimo Caffè Romano, scomparso già da tempo dalla scena urbana. Riteniamo tutto questo un fatto grave. Doloroso. Caltanissetta – che ha una sicura vocazione per l’agricoltura di qualità, per l’agroalimentare – ha perso tantissimo, troppo, in questi ultimi anni. In questi ultimi mesi. Ma anche in tanti altri settori. Io credo che tutti dobbiamo riflettere sul passato, sul presente e sul futuro della città dove abbiamo deciso di vivere, di abitare. L’involuzione sociale ed economica di Caltanissetta è davvero preoccupante.    Giorni fa, insieme a Carlo Vagginelli, avevamo puntato l’attenzione sui musei cittadini e sui siti archeologici inesorabilmente chiusi e sull’assenza di iniziative teatrali, musicali o anche soltanto ricreative. Sulla scoraggiante fatiscenza del centro storico. Per non parlare della condizione delle infrastrutture e dei trasporti. Insomma: siamo davvero ben lontani dal realizzare una città capace di puntare alla cultura, al turismo. Ma, ancor prima, alla qualità del vivere. Alla produzione. Occorre cambiare mentalità, occorre cambiare passo. Occorre una visione, un progetto. E magari, sarebbe utile ri-partire da un confronto autentico con i cittadini. Magari ascoltando quanti, dotati di conoscenze e competenze, hanno a cuore lo sviluppo e il benessere di questo territorio. Ma anche l’elaborazione del nuovo “piano regolatore” (o piano urbanistico) potrebbe essere l’occasione per un’approfondita analisi sociale, economica, strutturale della città e del suo territorio. Per individuare le nuove, possibili linee di sviluppo. Ma un silenzio assordante e persino angosciante caratterizza la decadenza di questa nostra città al centro dell’Isola. 
Leandro Janni – Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

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Commenti
A Caltanissetta chiude anche il Ristorante '900, Janni: "Fatto grave e doloroso, preoccupante quello che sta accadendo in città"

Marcello

Già  basterebbe rinunciare alla politica del NO, non si può fare! Caltanissetta è la signora dei NO . L'ufficio tecnico è un ammasso di burocrati che sanno dire solo NO e per dire NI chiedono 1000 pareri legali, perchà© non c'è un soggetto capace di assumersi delle responsabilità  nell'esclusivo interesse della sua comunità . La soprintendenza non può che fare il suo mestiere con attenzione scrupolosa, ma anche a volte travalicando i limiti del suo prezioso ruolo, visto l'atteggiamento di deresponsabilizzazione del comune; per fortuna oggi abbiamo un Soprintendente che oltre d essere di Caltanissetta e quindi fortunatamente Conoscitrice e legata alla sua città , è anche molto competente, fatti questi che attenuano un po' il clima del NO. I Commercianti disperati (per lo più quelli del centro storico) da anni litigano sulla ZTL perdendo di vista il vero tema. àˆ un po' come quando giochi a calcio, per chi lo sa fare, dove ti insegnano di guardare sempre la palla e non cadere nelle finte dell'avversario.....ecco i commercianti la palla non la hanno mai guardato e si sono fatti portare a spasso dalle finte di Ruvolo! Oggi queste sono le conseguenze...... Le associazioni compresa Italia Nostra oltre a Legambiente da un lato svolgono in lavoro prezioso dall'altro, in totale contraddizione con quello che predicano, sono i portatori del NO. Un progetto di sviluppo passa anche da un sacrificio generale che coinvolge anche il territorio . Se in passato si sono fatti scempi la soluzione oggi non può essere il NO. Bisogna cambiare prospettiva e vedere un territorio dinamico e non statico come invece lo si vede oggi chiedendone però paradossalmente lo sviluppo. Lo sviluppo passa attraverso la realizzazione di infrastrutture e servizi e le prime certamente agiscono direttamente sul territorio in senso fisico. Il centro storico è devastato dai NO, e quindi le catapecchie sono rimaste catapecchie nutrendo un tessuto socio culturale fatto per lo più di malaffare che le disastrose politiche locali ieri (Giunta Ruvolo) e le assenti politiche In tal senso locali e nazionali, oggi, continuano ad alimentare con una gestione sulle migrazioni che lascia Quanto meno basiti. Se vuoi rivitalizzare una zona , non devi portare miseria e degrado , in quella zona devi portare STIPENDI! Allora Volete fare un tavolo tecnico per parlare di sviluppo? Prima di sedervi liberatevi dalla cultura del NO , solo così forse, ma è tardissimo, potremmo accendere una scintilla tra le ceneri ancora calde.

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